“La guerra è una follia” è il titolo dello speciale “Il Diario di Papa Francesco”, condotto da Gennaro Ferrara, che andrà in onda domenica 24 maggio alle ore 9.25 e alle 18.40. La trasmissione partirà dalle parole che il pontefice ha pronunciato in occasione della sua visita al Sacrario militare di Redipuglia il 13 settembre 2014. “Trovandomi qui, in questo luogo, trovo da dire soltanto: la guerra è una follia” disse in quell’occasione Papa Francesco celebrando la Messa per il centenario della Grande Guerra che custodisce i resti di 100mila caduti del primo conflitto mondiale, 60mila dei quali ignoti. Leggi di più

Lo speciale “Il Diario di Papa Francesco” andrà in onda il 24 maggio 1915 nel giorno in cui cento anni fa l’Italia usciva dalla neutralità per entrare nel primo conflitto mondiale che Benedetto XV definì “inutile strage”. L’Italia e il mondo fanno memoria di questa immane tragedia affinché non si ripetano più drammi del genere e si lavori, invece, per costruire la pace e la fratellanza tra i popoli.

Nel corso della trasmissione riproporremo la storia di Giovanni Bergoglio, nonno di Papa Francesco, che prese parte al primo conflitto mondiale, grazie alla ricostruzione dei giornalisti Vincenzo Grienti e Antonello Carvigiani. E poi la storia del maresciallo della sanità militare Augusto Ciarpaglini che riportò a casa centinaia di grandi invalidi di guerra. Infine in Sicilia per raccontare la storia degli oltre 18mila soldati ungheresi imprigionati nel campo di concentramento di Vittoria, il più lontano dalle trincee e il più grande dell’isola. Ma parleremo anche della notte di Natale del 1914 nell’approfondimento di Pierluigi Vito che racconta come inglesi, tedeschi, francesi e scozzesi si scambiarono gli auguri in quella che è stata per sempre ricordata come “La Tregua di Natale”.

Nello Speciale “Il Diario di Papa Francesco” inoltre ci sarà spazio per le testimonianze, come quella del reduce Carlo Ludovico Bragaglia raccolta dieci anni fa dal giornalista Gianni Bisiach e che Tv2000 vi ripropone a grande richiesta.
Parleremo anche di una pagina dimenticata come quella che Vincenzo Grienti ha riportato alla luce: la tragica vicenda di oltre mille militari italiani fucilati dai loro stessi commilitoni perché colpevoli di gravi reati contro la disciplina militare. Oggi una proposta di legge e un appello di storici e intellettuali ne chiedono la riabilitazione. Lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato che “la memoria di quei mille e più italiani uccisi dai plotoni di esecuzione” durante la Grande Guerra, interpella oggi la nostra coscienza di uomini liberi e il nostro senso di umanità”. Al riguardo il Ministro della difesa Roberta Pinotti ha istituito un Comitato tecnico-scientifico per promuovere e coordinare iniziative di studio e ricerca sull’operato della giustizia militare durante la Grande Guerra. Vediamo di che si tratta
Storia e memoria si intrecceranno, poi, grazie alle immagini concesse gratuitamente da Istoreco, dalla Fototeca del museo storico della Guardia di Finanza e da Antonio Scrimali, uno dei primi storici e ricercatori che si interessarono della Grande Guerra. Parliamo del tratto di fronte che ha interessato Plava, la prima testa di ponte italiana e il primo attraversamento dell’Isonzo. Era il 9 giugno del 1915.

In questa zona di guerra morti, feriti e dispersi furono migliaia. I caduti vennero raccolti in due grandi cimiteri di guerra e uno di questi è quello dove si trova la Cappella di San Luigi. Il “Comitato pro-chiesa di Plave”, costituito tra semplici cittadini e appassionati di storia della Grande Guerra, porta avanti l’iniziativa del recupero della chiesetta per non dimenticare i caduti di tutte le nazionalità.

21 Maggio 2015

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