Andrea Riccardi:”Perdonarsi? Io direi cominciare a tollerarsi. E trasformare il conflitto da armato a politico. Questa è la pace”

L'intervista

Domenica 27 settembre Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri, già Ministro della Cooperazione Internazionale, fondatore della Comunità di sant’Egidio, storico della Chiesa, ripercorre gli anni dell’impegno con la Comunità di Sant’Egidio, quella che un grande giornalista come Igor Man definì “l’Onu di Trastevere”. A Soul condotto da Monica Mondo Andrea Riccardi si è soffermato agli anni che seguirono il primo discorso di un Papa all’Onu. Era il 1965 quando Paolo VI parlò alle Nazioni Unite. “Mi ha sempre colpito molto quel discorso in cui nel 4 ottobre del ’65 grida all’Onu Jamais plus la guerre – ricorda lo storico – . Ma non si presentò come un maestro di autorità forte della sua autorità pontificia, ma come esperto di umanità. Lì c’è la chiave della ricezione del Concilio Ecumenico Vaticano II, e c’è la chiave dei Cristiani nel mondo contemporaneo. La sfida è quella di essere esperti di umanità, e attraverso di essa veicolare la speranza, la fede, l’amore”. Non di estraniarsi dietro un muro di valori e di verità, ma come dice Paolo VI nell’Ecclesiam Suam, di “far tornare a circolare la fede nel linguaggio umano”. Andrea Riccardi nell’intervista riflette sul viaggio di Papa Francesco a Cuba e negli Usa. Parla del grande insegnamento di questo Papa “riformatore”. È “un Papa riformatore, ma non nel senso istituzionale – sottolinea Riccardi -: le vere riforme hanno bisogno di un soffio di popolo, di idee, di pensieri lunghi. Che sono l’amore per i poveri e la missione del Vangelo”. Infine l’attenzione alle periferie, quelle periferie che con la Comunità di Sant’Egidio Riccardi insieme a tanti altri ha percorso per stare accanto ai poveri dei quartieri di Roma.

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Pin on Pinterest0