Camorra, Dia Napoli: “Vecchi clan dietro baby gang”

Linares: minori scelti dai boss perché hanno “punibilità diversa” dai maggiorenni

DiaRoma, 1 ottobre 2015 – “Per quanto irrazionale e poco strutturate queste fenomenologie mafiose, queste baby gang e paranze di bambini stanno crescendo come progetto e fenomeno di fissione dai vecchi clan che avevano una propria struttura”. Lo ha detto il capocentro della direzione investigativa Antimafia di Napoli, Giuseppe Linares, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando il fenomeno crescente dei baby killer che hanno gettato nel panico diversi quartieri di Napoli.

“La scelta di soggetti minorenni – ha aggiunto Linares al microfono dell’inviato Luigi Ferraiuolo – non è casuale. I minorenni hanno una punibilità diversa nel nostro sistema penale, quindi hanno delle garanzie che i maggiorenni non hanno perché hanno una semi-imputabilità e sostanzialmente vengono prescelti come corrieri della droga e armi”.
“E’ inverosimile – ha proseguito Linares – pensare che esista un clan esclusivamente composto da minori. Ci sono soggetti che provengono da clan strutturati con una forte evocazione storica mafiosa nel territorio che stanno privilegiando l’azione sul territorio cooptando all’interno della propria struttura i minori. E’ chiaro che la percentuale di questi minori che sta salendo non favorisce un’azione pragmatica e strategica di questi clan sul territorio. Da qui le sparatorie, le azioni di forza per dimostrare il controllo del territorio non soltanto alle persone normali ma anche alle altre bande che si contendono lo spaccio”.
“Non mi sento di dire – ha concluso Linares – che la Camorra sia un fatto costitutivo di Napoli. Ritengo però che fattori complessi come quelli che sono alla base della nascita delle mafie più strutturate, in qualche modo hanno mutuato dal territorio e dall’humus da cui sono germinate alcuni caratteri. E a causa di questi caratteri continuano a permanere”.

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Pin on Pinterest0