Il viaggio insieme a Dante continua con “Nel mezzo del cammin”. Lunedì 4 aprile alle 21.00 su Tv2000

Siamo esattamente alla metà del percorso di tutta la Divina Commedia.  La montagna della Misericordia già svela la sua cima, l’inizio del Paradiso. Perché parlare della misericordia qui  e non nell’Eden?? Perché la battaglia contro il male ce la giochiamo qui sulla terra. Nel purgatorio si cambia, si è in movimento,  è qui che si fa esperienza  che la vita è fatta per cose grandi, per l’infinito.   Che vinca il bene non vuol dire che seguiamo una serie di comandamenti, ma che la vita si possa godere, con una felicità piena, totale. Si può vivere bene? Si può essere contenti fino in fondo del rapporto con i propri amici, la propria morosa? Si può sentire la giornata utile a sé e agli altri senza avere la percezione di buttare la vita? Non è un problema morale, di adesione a certe leggi. Il male è vinto dall’amore.  E all’amore si è guidati da una paternità, che per Dante è rappresentata da Virgilio. Sapere chi seguiamo è il determinante della vita.  Eppure anche il maestro è rimproverato, perchè si è attardato troppo ad ascoltare la musica celestiale di Casella, così  riprendono il cammino, ma non di fretta. L’uomo saggio non è mai di fretta ed è come se esercitasse continuamente una pazienza, rispettando i tempi delle cose e della natura.  La fretta corrompe la bellezza e la giustizia delle cose. Il pensiero di Dante, che si era fissato su un particolare, all’improvviso si riallarga.  Se ci si fissa sul solo particolare si tradisce il desiderio e quel particolare sicuramente deluderà.   Quando Virgilio si inoltra  nella spiegazione dei corpi-non corpi nell’aldilà, a partire dal fatto che sono carnali, ma non fano ombra, c’è la famosissima terzina “matto è che spera che nostra ragione possa…quando possuto aveste saper tutto…mestier non era partorir Maria”. Il commento che viene fatto di solito è che le questioni che riguardano la fede non c’entrano con la ragione.  Non è così!   È la ragione che sostiene la fede ed è la fede che illumina la ragione. Basterebbe guardare a quando ci innamoriamo. Dell’amore non capiamo niente ma succede e quando ti innamori inizi a ragionare e vuoi conoscere sempre di più il tuo amore.