Arturo Sosa Abascal, superiore generale della Compagnai di Gesù. Nato a Caracas, nel 49, figlio di un banchiere, economista e ministro delle finanze. Laureato in filosofia e scienze politiche ha dedicato molti anni all’insegnamento e alle ricerche: è un punto di riferimento culturale e politico di un paese in ginocchio, per la crisi economica e per la violenza…”Non sono d’accordo, non è un paese in ginocchio. E’ una situazione difficile, ma la gente è i piedi, opera, fa tante cose, viene stimolata la creatività e questo non viene captato dai media. Il grosso problema del Venezuela è che 100 anni fa il petrolio ha sostituito l’agricoltura, l’industria, come fonte di ricchezza. Ci siamo convinti che aver sotto terra il petrolio significasse di per sé ricchezza e non valesse la pena avere un’economia produttiva. La ricchezza non viene dalle risorse naturali ma dalle risorse umane che le trasformano e creano lavoro, relazione. Con un dato in più, che spesso non si capisce. I ricavi maggiori del paese sono le rendite petrolifere, e lo Stato se le prende tutte, e poi le distribuisce. E’ cambiata così la relazione tra stato e società: no è lo stato che dipende dalla società, ma il contrario, e questo non è bene.

27 Gennaio 2017

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