L’8 settembre 1943 il generale Badoglio annuncia alla radio la notizia dell’armistizio con le forze militari angloamericane. L’esercito italiano è allo sbando. La divisione Acqui, di stanza nelle isole greche di Cefalonia e Corfù, si trova dinanzi a un terribile bivio o consegnare le armi e arrendersi all’esercito nazista o combattere fino all’ultimo, sapendo sin dall’inizio di non poter contare su alcun aiuto esterno. Dopo un primo momento di dubbio, il generale Gandin, non avendo ricevuto direttive dal governo di Roma, chiede ai suoi uomini di scegliere. Ufficiali e soldati chiedono in stragrande maggioranza di non arrendersi. Impugnate le armi, affrontano l’esercito nazista, firmando una delle pagine più drammatiche della storia italiana del Novecento, ma di fatto compiendo, come ha avuto modo di dire il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi “il primo atto di resistenza italiana contro il nazi-fascismo”.

1 Giugno 2017

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