Al termine del suo discorso, nell’incontro di preghiera per la Riconciliazione Nazionale dell’8 settembre Papa Francesco ha recitato una preghiera davanti al Cristo de Bojayà

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O Cristo nero di Bojayá, che ci ricordi la tua passione e morte;
insieme con le tue braccia e i tuoi piedi ti hanno strappato i tuoi figli che cercarono rifugio in te.
O Cristo nero di Bojayá, che ci guardi con tenerezza e con volto sereno;
palpita anche il tuo cuore per accoglierci nel tuo amore.
O Cristo nero di Bojayá, fa’ che ci impegniamo a restaurare il tuo corpo. Che siamo ai tuoi piedi per andare incontro al fratello bisognoso; tue braccia per abbracciare chi ha perso la propria dignità; tue mani per benedire e consolare chi piange nella solitudine.
Fa’ che siamo testimoni del tuo amore e della tua infinita misericordia.

Papa Francesco saluta i bambini al suo arrivo in Colombia

Viaggio apostolico numero 20 per Papa Francesco in visita in Colombia dal 6 all’11 settembre. All’aeroporto, appena sceso dall’aereo papale incontra il Presidente Juan Manuel Santos, Nobel per la Pace 2016 per lo storico accordo con l’ex guerriglia delle Farc, che lo accoglie insieme alla “first lady” Maria Clemencia Rodriguez. E’ un’accoglienza entusiasmante quella riservata al pontefice: musiche, danze e costumi tradizionali e poi i giovani e i bambini che stringono la mano a Francesco. L’attenzione del Papa è ad alcune vittime del conflitto armato che per decenni ha insanguinato il Paese. Il Santo Padre saluta anche un gruppo di militari in divisa e civili.

Tra i bambini che il Papa ha salutato anche Emmanuel, figlio di Clara Rojas, parlamentare sequestrata nel 2002 e ostaggio per anni delle Farc. Emmanuel ha consegnato a Francesco una colomba in porcellana bianca. Un simbolo di pace.
Emmanuel, ha spiegato più tardi ai giornalisti il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, è “il figlio della guerra” e “il simbolo di quello che stiamo vivendo in Colombia: un bimbo nato in guerra e che ora ha tutte le opportunità per crescere”. La storia di Emmanuel è un piccolo miracolo. Nel 2002, Clara Rojas, che si presentava alle elezioni presidenziali in ticket con l’allora candidata Ingrid Betancourt, fu sequestrata dalla guerriglia delle Farc, ora diventata un partito politico: la donna aveva 38 anni e due anni più tardi diede alla luce Emmanuel nelle selve boschive e in condizioni così proibitive che quasi morirono entrambi. Il bimbo, che oggi ha 13 anni ed era il frutto di una relazione consensuale con un guerrigliero, venne separato forzatamente dalla madre nel suo primo anno di vita. Il governo mise in piedi una gigantesca operazione, Operacion Emmanuel, e riuscì a ritrovarlo. Il 10 gennaio del 2008 Clara Rojas fu liberata e poté riunirsi al piccolo che ormai aveva tre anni.

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Nella prima giornata di viaggio l’incontro con i vescovi colombiani e quello con il Consiglio episcopale latino americano (Celam). Un incontro intenso anche per via della presenza dei vescovi venezuelani. Proprio sulla tragica crisi del vicino Venezuela il Papa ha fatto cenno con i giornalisti durante il volo che da Roma lo ha condotto a Bogotà.”Sorvoleremo il Venezuela – ha detto -: vi chiedo una preghiera anche per il Venezuela perché si possa fare il dialogo e perché il Paese ritrovi una bella stabilità con il dialogo con tutti”.

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Le immagini della partenza di Papa Francesco verso la Colombia. Inizia il Viaggio apostolico che porterà il Pontefice a Bogotá, Villavicencio, Medellín e Cartagena. Il motto di questo 20° viaggio è: “Facciamo il primo passo”, proprio ad indicare il processo di riconciliazione in corso in un Paese sconvolto da oltre 50 anni di guerra tra governo di Bogotá e Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (Farc).

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Le prime parole pronunciate da Papa Francesco in Colombia, davanti alla Nunziatura, subito dopo l’arrivo a Bogotà: “Grazie per il cammino che andate a realizzare, e questo si chiama eroismo. Non lasciatevi sconfiggere, non lasciatevi ingannare, non perdete l’allegria, non perdete la speranza, non perdete il sorriso, andate avanti!”.

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Marco Burini nella puntata speciale de “Il diario di Papa Francesco” del 7 settembre 2017 dedicata al Viaggio apostolico del Santo Padre in Colombia incontra il giornalista Gianni Mura, il teologo Pierangelo Sequeri, la filosofa Luisa Muraro e la traduttrice Ilde Carmignani.

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Nella rubrica “Cartoline dalla Colombia”, Lucia Capuzzi del giornale Avvenire parla delle parole spese sulla pace in Colombia in questi anni che purtroppo non sono state seguite dai fatti. “La Colombia della riconciliazione ha bisogno di gesti, di passi”.

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Gennaro Ferrara durante il programma “Il Diario di Papa Francesco” si sofferma sulla situazione politica, sociale e culturale della Colombia. Più di 50 anni di guerra civile hanno inciso fortemente nella storia di questo Paese dell’America Latina. Un conflitto che ha causato 8 milioni di vittime.

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Papa Francesco si rivolge alle autorità politiche e religiose della Colombia, i diplomatici, gli imprenditori, i rappresentanti della società e del mondo della cultura, riuniti nel piazzale antistante il Palazzo presidenziale, poco distante dalla Cattedrale. “Porre fine alla violenza armata e trovare vie di riconciliazione” ha detto il pontefice e aggiunge come nell’ultimo anno “certamente” si è progredito in modo particolare, facendo crescere la speranza, “nella convinzione che la ricerca della pace è un lavoro sempre aperto, un compito che non dà tregua e che esige l’impegno di tutti”.

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“Lasciatevi ferire e mobilitare dalla sofferenza dei vostri fratelli colombiani! E aiutate noi anziani a non abituarci al dolore e all’abbandono”. Così Papa Francesco si è rivolto ai fedeli dal balcone del Palazzo Cardinalizio di Bogotà. Affinché la Colombia abbia un futuro deve lasciarsi alle spalle il suo tragico passato. Ad ascoltare il pontefice sulla Piazza Bolivar più di 20mila giovani.

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Il discorso di Papa Francesco al Comitato direttivo del CELAM presso la Nunziatura Apostolica di Bogotà si rivolge ai presenti e dice:”Se vogliamo servire la nostra America Latina, dobbiamo farlo con passione”. E poi aggiunge:”Senza le donne la Chiesa del continente perderebbe la forza di rinascere continuamente”. Un discorso intenso e pregnante, ricco di riferimenti:”Il Vangelo è sempre concreto, mai un esercizio di sterili speculazioni”.

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Nel suo 20° viaggio apostolico in Colombia, durante la Messa nel Parco “Simon Bolivar” Papa Francesco ha detto: “Disperdere le tenebre dell’odio e dell’iniquità”. E poi: “Mai più una Colombia povera e corrotta” invitando tutti a “costruire ponti ed abbattere muri”.

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Gennaro Ferrara conduce la puntata speciale de “Il Diario di Papa Francesco” dedicata al Viaggio apostolico in Colombia, condotta da Gennaro Ferrara. Ospiti in studio: Giorgio Fornoni, reporter e documentarista; padre Mauro Loda, missionario saveriano; la storica Silvia Scatena

Marco Burini nella puntata speciale de “Il Diario di Papa Francesco” del 8 settembre 2017 ripercorre il primo giorno di visita in Colombia del pontefice. Ospite in studio: la storica Silvia Scatena.

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Tornando in Nunziatura la sera del 7 settembre Papa Francesco ha parlato a braccio alle persone con disabilità che lo attendevano di fronte alla sede diplomatica. Un mondo in cui la vulnerabilità venga considerata come l’essenza dell’umano perché tutti siamo vulnerabili, tutti! Dentro i sentimenti ci sono tante cose che non funzionano, però nessuno le vede. Mentre altre vengono viste … tutte. Abbiamo bisogno che questa vulnerabilità venga rispettata”.

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Nella rubrica “Cartoline dalla Colombia”, Lucia Capuzzi di Avvenire, ci parla dei conflitti che hanno insanguinato la Colombia e di Villavicencio, simbolo di questa guerra.

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L’omelia di Papa Francesco nella Messa con Beatificazione di padre Pedro Maria Ramirez Ramos (il “martire di Armero”) e mons. Jesus Emilio Jaramillo, vescovo di Arauca a Villavicencio.

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Nella puntata speciale del pomeriggio dell’8 settembre de “Il Diario di Papa Francesco” dedicata al Viaggio apostolico in Colombia, condotta da Gennaro Ferrara, il commento del secondo giorno di visita nel Paese latino-americano con Massimo De Giuseppe, storico dell’Università Iulm di Milano; Michele Zanzucchi, giornalista e scrittore; don Manuel Quintero, della diocesi di Latina, originario della Colombia.

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Il discorso di Papa Francesco a Villavicencio, nel Grande Incontro di preghiera per la Riconciliazione Nazionale

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Puntata speciale de “Il diario di Papa Francesco” dell’8 settembre 2017 dedicata al Viaggio apostolico in Colombia, condotta da Gennaro Ferrara. Ospiti in studio: Massimo De Giuseppe, storico dell’Università IULM; Padre Luis Antonio Diaz Lamus, missionario scalabriniano originario della Colombia; Luis Badilla, direttore de “Il Sismografo”, Vittorio Rinaldi, Presidente di AltroMercato.

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Papa Francesco rientrando in nunziatura a Bogotá, la sera dell’8 settembre, parla a braccio ai gruppi di vittime della violenza, militari, agenti ed ex guerriglieri che lo attendevano per salutarlo. Con loro è ritornato sui temi del grande incontro di riconciliazione di Villavicencio dicendo: “Sono molti che non riescono ancora a perdonare, però oggi abbiamo ricevuto una lezione di teologia, di alta teologia: Dio fa sì che io perdoni. Basta lasciare che lo faccia. Tutta la Colombia dovrebbe aprire le sue porte come ha fatto questo ‘ospedale da campo’. E lasciare che Lui entri, e che Lui ci permetta di perdonare. Permetterglielo: ‘Guarda, io non riesco… fallo te”.

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Lucia Capuzzi di Avvenire nella cartolina dalla Colombia di oggi racconta le contraddizioni e le speranze di Meddellin, la città visitata da Papa Francesco durante la sua permanenza nel Paese latino-americano

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“La Chiesa non è una dogana, vuole le porte aperte perché il cuore del suo Dio non è solo aperto, ma trafitto dall’amore che si è fatto dolore”. Lo ha detto, a braccio, Papa Francesco nella parte finale dell’omelia della Messa a Medellín, la terza celebrazione eucaristica. Partendo dall’episodio biblico delle nozze di Cana il pontefice ha ricordato che Gesù “manda a chiamare tutti, sani e malati, buoni e cattivi, tutti!”. Ed ha aggiunto:“Questo è il nostro servizio” e sempre a braccio ha sottolineato “Mangiare il pane di Dio, mangiare l’amore di Dio, mangiare il pane che ci aiuta a sopravvivere”. Ed infine: “Sono venuto fin qui proprio per confermarvi nella fede e nella speranza del Vangelo”.

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Le parole che Papa Francesco ha rivolto a braccio ai gruppi di Consacrati e di sposi novelli e coppie che festeggiano le nozze d’oro e d’argento, che lo hanno accolto ieri sera di fronte alla Nunziatura Apostolica di Bogotà.

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“In questi ultimi giorni abbiamo visto molti uragani come Irma. Papa Francesco allo stesso modo è stato un uragano che è passato sulla Colombia muovendo le strutture e interpellando intimamente i colombiani”. Lo ha detto l’ex candidata alle presidenziali colombiane, Ingrid Betancourt, ospite dello speciale del ‘Diario di Papa Francesco’ su Tv2000 commentando il viaggio del Papa in Colombia.
“Francesco – ha aggiunto la Betancourt – ha toccato i nostri cuori. Ci ha obbligati a guardare noi stessi come vorremmo essere e come dovremmo guardare chi ci ha fatto del male. E’ come fare un auto analisi e guardare in faccia alla nostra umanità a livello individuale e collettivo. Come colombiana vedendo da lontano ciò che sta succedendo in Colombia è stato veramente commovente vedere come si sia accesa una luce di speranza e gioia nei volti sofferenti e mutilati del popolo colombiano”.
“La visita di Papa Francesco – ha proseguito la Betancourt – ci sta ricordando le altre opzioni che abbiamo. Possiamo vivere aggrappati alle nostre vendette, ai valori della guerra o all’idea di uccidere il nemico ma questo è un errore. E’ sbagliato mantenere l’essere umano incatenato ai suoi istinti e non alla sua umanità. Credo che quello che Papa Francesco ci sta portando è un’altra immagine di quello che possiamo essere. Possiamo essere liberi, capire che la riconciliazione non dipende dal fatto che l’altro venga a chiedermi perdono ma dal fatto che noi stessi dobbiamo cercare il modo di liberarci dai nostri peccati e dal danno che ci è stato creato. In questo senso tutti noi colombiani, non solo i guerriglieri, siamo chiamati a cambiare”.

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Nella rubrica “Cartoline dalla Colombia”, Lucia Capuzzi di Avvenire, ci parla di Cartagena.

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Colombia, piccolo incidente per Papa Francesco a bordo della papamobile causato da una frenata improvvisa del corteo papale. Niente di preoccupante per il Pontefice che ha proseguito a salutare, benedire e accarezzare i bambini con il suo solito sorriso.

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I servizi del Tg2000 e i collegamenti con i nostri inviati in Colombia

Quando il Papa è in volo verso la Colombia Stefania Squarcia nel Tg2000 del 6 settembre si collega con l’inviato Nicola Ferrante che racconta il clima di attesa per l’arrivo di Francesco a Bogotà, prima tappa del suo ventesimo viaggio apostolico

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Ad accoglierlo un Paese in grande trasformazione, sconvolto da oltre 50 anni di conflitto armato con i guerriglieri dell’esercito di liberazione, ormai sulla via della pace. Nel servizio di Paolo Fucili le parole del Presidente Santos: “Francesco ci aiuti a ripartire dal dopo Farc”

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Nel servizio dell’inviato Nicola Ferrante il racconto del Paese che accoglie Papa Francesco. Una Colombia dalle molte ferite sono ancora aperte. Da Villavicencio Papa Francesco lancia messaggio di rinascita e di riconciliazione.

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Al grande incontro di preghiera per la riconciliazione nazionale che si terrà il prossimo 8 settembre a Villavicencio “saranno presenti circa 6 mila persone in rappresentanza di tutto il Paese, che ha contato oltre 8 milioni di vittime” nei decenni di continue violenze. Lo ha annunciato il presidente della Conferenza episcopale colombiana e arcivescovo metropolita di Villavicencio, mons. Oscar Urbina Ortega, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in merito ad una delle tappe del viaggio di Papa Francesco in Colombia.

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“Molte persone – ha proseguito l’arcivescovo al microfono dell’inviato Maurizio Di Schino – hanno vissuto diverse violenze: sono stati cacciati dalle loro proprietà, sequestrati in cambio di denaro o hanno avuto familiari uccisi. Qui a Villavicencio abbiamo circa 70 mila persone che sono state cacciate dalle loro proprietà: contadini che ora sono in città senza un’identità, sono come sconosciuti. Nei loro territori avevano al contrario delle identità precise”.
La visita del Papa, ha sottolineato l’arcivescovo, è “importante perché stiamo cominciando il cammino verso la riconciliazione. E’ un cammino lungo che bisogna fare con pazienza e tenendo presente l’esperienza della guerra”.
“La guerra – ha aggiunto l’arcivescovo – è diventata come una scuola di pace perché ci dice quello che non dobbiamo ripetere. Dobbiamo avere il coraggio, come ci dice il Papa, di perdonare”.
“Aspettavamo la visita del Pontefice da tanto tempo – ha raccontato mons. Urbina Ortega – Qualche anno fa gli abbiamo chiesto di venire perché eravamo ancora nel processo di ricerca della pace. Lui ha seguito con molto interesse il lavoro del governo e della Chiesa”.
Nel processo di riconciliazione, ha sottolineato l’arcivescovo, “il Paese è diviso: c’è chi ha paura e chi cerca un confronto. Ci sono anche tante altre persone che non si mobilitano per percorrere questa via. Penso che il Papa con la sua presenza, con la voce, le sue parole ci darà il sostegno necessario per riprendere questo cammino di riconciliazione”.
“Dobbiamo cominciare a restaurare la nostra nazione – ha concluso l’arcivescovo – camminando insieme e perdonandoci a vicenda. Dobbiamo avere un’idea comune del nostro Paese. Il primo passo è ricordare, far memoria delle violenze subìte attraverso il perdono. Ci sono tante persone e gruppi come i guerriglieri, i poliziotti, i paramilitari, le vittime che oggi hanno cominciano ad accogliere gli altri, organizzando insieme programmi dedicati all’agricoltura”.

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“Verrò come pellegrino di speranza e di pace, per celebrare con voi la fede nel nostro Signore e anche per imparare dalla vostra carità e dalla vostra perseveranza nella ricerca della pace e dell’armonia”

Oltre un milione di fedeli alla Messa celebrata da Papa Francesco nel parco Simon Bolivar della capitale colombiana. “Anche qui, come in altre parti del mondo, ci sono fitte tenebre che minacciano e distruggono la vita”, ha detto il Papa citando quanti si sono impegnati per la pace, prendendo il largo come Pietro. Servizio di Cristiana Caricato

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Tutto pronto a Villavicencio dove Papa Francesco si trasferirà da Bogotà per le celebrazioni nel segno della riconciliazione. La città è simbolo del lungo conflitto armato durato oltre 50 anni e adesso in via di pacificazione. Vi raccontiamo la storia della croce che oggi vedremo al centro della liturgia. Un crocifisso mutilato ma miracolosamente scampato a uno degli attacchi più feroci contro civili inermi che si erano rifugiati in chiesa. Servizio di Nicola Ferrante

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Continua in Colombia il viaggio del Papa. Dopo l’incontro con i vescovi e la messa a Bogotà la nuova celebrazione a Villavicencio con la beatificazione di Jesús Emilio Jaramillo, Vescovo di Arauca, ucciso dalle Eln e del sacerdote di campagna, Pedro Maria Ramirez, anche lui vittima della violenza. Il collegamento con l’inviato Nicola Ferrante

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Oltre un milione di fedeli alla Messa celebrata da Papa Francesco nel parco Simon Bolivar della capitale colombiana. “Anche qui, come in altre parti del mondo, ci sono fitte tenebre che minacciano e distruggono la vita”, ha detto il Papa citando quanti si sono impegnati per la pace, prendendo il largo come Pietro. Servizio di Cristiana Caricato

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Il viaggio di Papa Francesco in Colombia è segnato dal grande appuntamento con la riconciliazione. Nel paese che porta le cicatrici del conflitto di oltre cinquant’anni con le Farc, è arrivata al Papa la richiesta di perdono dell’ex comandante in capo, oggi alla guida del partito di opposizione: “Per qualsiasi dolore e lacrima provocate al popolo della Colombia”. Servizio di Cristiana Caricato

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Al grande incontro per la riconciliazione hanno partecipato, a Villavicencio, anche diversi rappresentanti delle vittime della violenza che ha ferito il paese in oltre 50 anni di conflitto. Dai loro racconti emergono storie di efferata brutalità. Ma nessun sentimento di vendetta. E in tanti ritengono decisivo l’intervento di Papa Francesco per ristabilire la giustizia e far fiorire la pace. Servizio di Nicola Ferrante

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7 Settembre 2017

  • Montecitorio Selfie
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