New Farmers. Un viaggio tra i nuovi agricoltori. La nuova edizione. Dal lunedì al venerdì alle 19.30 su Tv2000

Un viaggio attraverso l’Italia, da Bolzano a Palermo, alla scoperta delle storie dei moderni agricoltori. Il progetto è co-finanziato dalla Commissione Europea e realizzato in collaborazione con Confagricoltura. Dodici episodi sulle storie di donne e uomini che fronteggiano le sfide dell’agricoltura di oggi: sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale, cambiamenti climatici, innovazione, tutela del paesaggio, diversificazione, economia circolare, valorizzazione delle produzioni tipiche.

Settima puntata 23 gennaio 2017 – Predatori e predati  

La settima puntata ci porta nella Maremma Grossetana per parlare di lupi e greggi. Il lupo e altri predatori stanno ripopolando i territori europei come l’Italia, contribuendo a ristabilire gli equilibri naturali. Un cambiamento questo che coinvolge flora, fauna e  allevamenti, dove i pastori si trovano a dover gestire una difficile convivenza tra i predatori e il proprio bestiame. L’aumento di densità di predatori ha mobilitato anche l’opinione pubblica, spaccata tra favorevoli e contrari, ma la gestione, anche se non semplice e costosa, è possibile. Per questo, conosciamo Serafino Nurchi che, nella sua azienda zootecnica, ha adottato delle buone pratiche proprio in questo senso. Serafino, 53 anni, è di origini sarde e il papà Paolo era arrivato in Maremma nel 1952 allevando ovini da latte. Lui dal 1991 ha deciso di portare avanti l’azienda di famiglia insieme alla moglie Silvia e in 60 ettari di terreno a Murci, nel Comune di Scansano, coltiva cereali per l’alimentazione del proprio gregge di 300 capi. La sua è un’azienda particolare, perché ha deciso di aderire ad un bando della propria regione per usufruire di misure di prevenzione, oltre che ad progetto europeo che segue buone prassi per la difesa dalla predazione.

Ottava puntata 24 gennaio 2017 – La natura che cura anima e corpo 

La ottava puntata di New Farmers ci porta in Alto Adige, nell’Altipiano dello Sciliar, la rinomata zona escursionistica e sciistica nel cuore delle Dolomiti. Qui la natura rigogliosa regala tante piante capaci di donare benessere al nostro corpo e al nostro spirito e quasi come in una alchimia c’è chi è capace di scegliere, coltivare e miscelare nel modo più giusto tantissime piante dalle più svariate proprietà. Questo scopriamo nel nostro viaggio nella piccola frazione di Sant’Osvaldo di Castelrotto, dove conosciamo Martha Mulser e la sua storia di pioniera del settore officinale. Martha, 60 anni, dal 1980 conduce insieme alla famiglia il maso Pflegerhòf.  Per pura passione Martha si è avvicinata inizialmente alla coltivazione di erbe officinali in un campo di soli 100 metri quadri e oggi, il suo, è il più grande maso di erbe dell’Alto Adige. Da piccola fattoria di montagna con mucche, capre e pecore, nel corso degli anni si è trasformato in un paradiso officinale con oltre 80 tipi di piante officinali per la lavorazione in miscele e 500 diverse varietà di erbe aromatiche. Dei suoi 17 ettari immersi tra boschi e cespugli, 2 sono campi soleggiati coltivabili: qui Martha semina e produce erbe che poi sapientemente trasforma in preziosi doni per la salute.

Nona puntata 25 gennaio 2017 – Salute e bontà in un guscio 

Salute e benessere sono i nuovi punti di forza su cui si basa un business tutto in crescita: quello della frutta secca e in guscio, della noce in particolare. Ce lo racconta, nella nona puntata di New Farmers, Alessandro Annibali con cui viaggiamo in Romagna, nelle colline sopra Forlì. E’ un alimento che fa parte dei 10 superfood, quelli cioè che non dovrebbero mancare in una dieta sana ed equilibrata, la noce, frutto simbolo di fertilità, che appunto in Romagna sta vivendo una certa importanza. Qui infatti, Alessandro Annibali ha deciso di farsi capofila di un progetto per tutelare e diffondere questo prodotto dall’alto valore commerciale oltre che salutistico, dichiarando guerra alla noce di importazione, con un progetto di filiera proprio dedicato a questo frutto. Alessandro, 60 anni, appartiene ad una antica generazione di imprenditori e proprietari terrieri, da sempre vulcano di idee e amante della campagna, a fine anni Novanta decide di lanciarsi in questa avventura: la coltivazione della noce, che trova in Emilia-Romagna condizioni ottimali. Partito da soli 2 ettari di terreno, oggi in 250, di cui metà in proprietà e metà suddivisi tra altri agricoltori, coltiva questo frutto con il desiderio di diventare una grande filiera e un polo nocicolo d’eccellenza.

Decima puntata 26 gennaio 2017 – Economia e benessere in un chicco di grano  

La decima puntata di New Farmers è dedicata alla pasta, regina incontrastata della dieta mediterranea. La coltivazione del grano duro nel nostro Paese ha un’importanza davvero rilevante con una concentrazione prevalente nelle regioni dell’Italia Meridionale, in grado di esprimere delle produzioni di elevato livello qualitativo, grazie alle perfette condizioni pedoclimatiche. Il nostro viaggio ci porta in Sicilia, nella valle del Belìce, dove conosciamo Alberto Agosta la cui azienda segue tutta la filiera del grano duro integrale, contribuendo a rilanciare la rinascita di piccoli pastifici artigianali di qualità. Alberto, 61 anni, appartiene ad una famiglia di agricoltori e proprietari terrieri da generazioni. Già da piccolo si appassiona di campagna e ricorda ancora quando il papà Salvatore lo faceva salire sul trattore. A 23 anni assieme al fratello Vincenzo prende in mano le redini dell’azienda agricola paterna e oggi assieme ai propri cugini gestisce il Consorzio Feudo Mondello, che in una estensione di circa 270 ettari produce grano duro, ceci, lenticchie, sulla e altre foraggere. Alberto ha dato vita ad una filiera corta e controllata per la produzione e commercializzazione di pasta di alta qualità. La pasta di grano duro è un elemento imprescindibile della dieta mediterranea, che, per il suo valore, nel 2010 è stata riconosciuta come Bene Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, permettendo così di creare una forte sinergia tra salute, identità territoriale e culturale.

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