Papa Francesco in Irlanda. Il video racconto del viaggio

L’aereo papale diretto a Dublino per il IX incontro mondiale delle famiglie, è decollato alle 8.30 dall’aeroporto di Fiumicino.

Come da consuetudine, nel momento di lasciare il territorio italiano alla volta dell’Irlanda, Papa Francesco ha inviato un telegramma al Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.

“Nel momento in cui lascio Roma per recarmi in Irlanda in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie, e mentre invoco sulla nazione italiana copiosi doni di lungimiranza e sapienza per continuare ad apprezzare e custodire il valore del matrimonio e della famiglia – scrive il Papa – porgo a lei ed ai collaboratori fervidi auguri di proficuo impegno a servizio del popolo italiano a cui invio la mia benezione”.

Parlando ai 70 giornalisti al seguito papale sull’aereo per Dublino, Francesco ha ricordato la sua permanenza in Irlanda 38 anni fa per praticare l’inglese.
“Sarà la mia seconda Festa delle Famiglie: la prima è stata a Philadelphia, questa è la seconda. E a me piace essere con le famiglie, sono contento di questo viaggio”. Francesco ha poi evidenziato un altro motivo che tocca il suo cuore: “Torno in Irlanda dopo 38 anni, dove sono stato quasi tre mesi per praticare l’inglese, nell’anno 1980. E anche per me questo è un ricordo bello”.

E’ il secondo Pontefice che si reca in Irlanda; il primo è stato san Giovanni Paolo II nel 1979.

L’aereo con a bordo Papa Francesco è atterrato all’aeroporto internazionale di Dublino alle 10.27 ora locale. Il Pontefice è stato accolto dalle autorità internazionali ed ecclesiastiche del Paese.

Al termine dell’accoglienza ufficiale, il Papa si è trasferito ad Áras an Uachtaráin, la residenza presidenziale irlandese situata nel Phoenix Park, a Nord di Dublino dove è stato ricevuto dal Presidente d’Irlanda, Michael Higgins, e dalla consorte.

Al termine dell’incontro privato, nel giardino della Residenza il Santo Padre ha piantato un albero come ricordo della visita, auspicio di pace e speranza e segno di una stagione nuova per il Paese e poi saluta una famiglia di rifugiati e un’altra famiglia, irlandese, che ha fatto la scelta di aprire le porte della propria casa agli immigrati, ospitandoli ed aiutandoli.

Pochi minuti dopo, percorrendo appena 5 km di strada, Francesco è arrivato al Castello di Dublino, una fortezza situata nel cuore della città sulla sponda meridionale del fiume Liffey per incontrare le autorità, la società civile e il corpo diplomatico e una delegazione dell’Irlanda del Nord che egli menziona subito con affetto nel suo primo discorso ufficiale. Parole appassionate sulla storia del Paese, sulla famiglia e la necessità di difenderla dagli attacchi e dalle difficoltà che da ogni parte la sferzano; sulla crisi migratoria e l’urgenza di soluzioni sagge, infine sul grave scandalo degli abusi sessuali sui minori da parte di membri della Chiesa.

 

 

Dopo essersi fermato a pregare davanti alle reliquie del venerabile Matt Talbot, molto popolare tra gli irlandesi e noto come il “Santo Bevitore”,  Papa Francesco si ferma in preghiera davanti al Santissimo e alla candela accesa nel ricordo per le vittime di abusi, in una delle cappelle della procattedrale di St. Mary a Dublino. Qui l’incontro con le giovani coppie della città. Ad accoglierlo, l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin e una coppia di giovani.

 

A introdurre l’incontro con le giovani coppie è una coppia sposata da 50 anni, Vincent e Theresa, che provengono da una parrocchia di Dublino. Denis e Sinead, invece, si sposeranno il prossimo 27 settembre e chiedono al Santo Padre come possano spiegare il loro impegno permanente nel matrimonio ai loro amici, che vivono l’amore come una questione personale che non ha bisogno di inquadramento istituzionale. La terza coppia è formata da Stephen e Jordan, sposati da un meno di un mese. Si preparano ad avere dei figli e chiedono al Papa come possano trasmettere a loro l’importanza della fede.

Queste le risposte del Papa:

Durante il discorso, un ricordo personale di Papa Francesco: “Avrò avuto cinque anni – ha detto il Papa – sono entrato a casa e lì, nella sala da pranzo, papà arrivava dal lavoro, in quel momento, prima di me, e ho visto papà e mamma baciandosi. Non lo dimentico mai! Che cosa bella: stanco dal lavoro, ma ha avuto la forza di esprimere l’amore a sua moglie! Che vostri figli vi vedano così, accarezzandovi, baciandovi, abbracciandovi: questo è bellissimo, perché così imparano questo dialetto dell’amore”.

Lasciata la St. Mary’s pro Cathedral, Papa Francesco raggiunge la struttura che, dal 1969, fornisce riparo, cibo e assistenza medica e psicologica a chi è ai margini della società irlandese. Una casa di accoglienza affidata a dieci padri Cappuccini che fornisce oltre 800 pasti al giorno ai più bisognosi.

A Dublino la Festa delle famiglie, provenienti da oltre 114 Paesi. Al Croke Park Stadium sono presenti circa 75mila persone che accolgono il Papa con grande gioia. A scaldare i cuori anche la voce di Andrea Bocelli.

Le testimonianze di alcune famiglie presenti, arricchite da video, precedono il discorso di Papa Francesco, interrotto più volte dagli applausi, incentrato sulla missione delle famiglie nel mondo di oggi, a partire dal tema stesso di questo IX Incontro Mondiale: “Il Vangelo della Famiglia gioia per il mondo”.

26 agosto

La seconda giornata del Viaggio di Papa Francesco in Irlanda, inizia con la visita al Santuario di Knock e la recita dell’Angelus davanti a 45 mila persone.

“Nessuno di noi può esimersi dal commuoversi per le storie di minori che hanno patito abusi, che sono stati derubati dell’innocenza o che sono stati allontanati dalle mamme, e abbandonati allo sfregio di dolorosi ricordi”. Anche nel Santuario di Knock, prima della recita dell’Angelus, Papa Francesco torna a parlare della piaga degli abusi commessi su minori da “membri della Chiesa in Irlanda”. Dobbiamo “essere fermi e decisi nella ricerca della verità e della giustizia”, prosegue il Pontificie, “imploro il perdono del Signore per questi peccati, per lo scandalo e il tradimento avvertiti da tanti nella famiglia di Dio” e confermo il “risoluto proposito” di “non permettere mai più che queste situazioni accadano”. Papa Bergoglio chiede alla Vergine di intercedere per i “sopravvissuti” e perché tutti possano “procedere sempre con giustizia e riparare” a “tanta violenza”.

Nell’atto penitenziale della Messa al Phoenix Park di Dublino, Papa Francesco chiede, ancora una volta, perdono per gli abusi commessi in Irlanda da alcuni membri della Chiesa

Fratelli e sorelle,
ieri mi sono incontrato con 8 persone sopravvissute agli abusi di potere, di coscienza e abusi sessuali.
Ascoltando quello che loro mi hanno detto volevo mettere davanti alla misericordia del Signore questi crimini, questi reati e chiedere perdono per questi crimini.
Chiediamo perdono per gli abusi compiuti in Irlanda, abusi di potere di coscienza, abusi sessuali da parte di membri qualificati della Chiesa e in modo speciale chiediamo perdono per tutti gli abusi commessi in diversi tipi di istituzioni dirette da religiosi e religiose, e da altri membri della Chiesa.
E chiediamo perdono per i casi di sfruttamento lavorativo cui sono stati sottoposti tanti minori.
Chiediamo perdono per tutte le volte in cui come Chiesa non abbiamo dato ai sopravvissuti di qualunque tipo di abusi, compassione, ricerca di giustizia e verità con scelte concrete. Per questo chiediamo perdono.

Chiediamo perdono per alcuni membri della gerarchia che non si sono fatti carico di queste situazioni dolorose e che hanno mantenuto il silenzio e per loro chiediamo perdono.

Chiediamo perdono per i bambini che sono stati strappati dalle loro madri e per tutte quelle volte in cui molte madri, molte ragazze madri che cercavano di ritrovare i figli che gli erano stati sottratti, o i figli che cercavano le loro madri si sono sentiti dire che era peccato mortale.
Ciò non è peccato mortale è il quarto comandamento. Chiediamo perdono. Il signore mantenga e accresca questo stato di vergogna e di pentimento e ci dia la forza per impegnarci a lavorare affinché ciò non accada mai più e sia fatta giustizia.
Amen.

 

Nell’omelia il Papa ricorda che “ogni nuovo giorno della vita delle nostre famiglie e ogni generazione porta con sé la promessa di una nuova Pentecoste”, “una Pentecoste domestica” nella quale Gesù manda come Consolatore lo Spirito Santo, che “ci dà coraggio”. Il mandato che il Papa affida alle famiglie convenute per questo IX Incontro Mondiale è quello, a loro volta, di diventare “fonte di incoraggiamento per gli altri”.

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