Papa Francesco in Estonia, il video racconto del viaggio

L’aereo con a bordo Papa Francesco è atterrato all’aeroporto internazionale di Tallin in Estonia per l’ultima tappa del viaggio nei Paesi Baltici che lo ha portato anche in Lituania e in Lettonia. Questa mattina prima di lasciare la nunziatura di Vilnius il Papa, come riferisce Vatican News, ha voluto donare alla rappresentanza pontificia, una scultura in legno del “Cristo pensoso” realizzata dallo scultore lituano Andriaus Kaziukonio, un’opera che appartiene alla classica iconografia della devozione popolare baltica. All’aeroporto di Vilnius c’è stata la cerimonia di congedo dalla Lituania. Francesco è stato accolto dalla Presidente Dalia Grybauskaité nell’area riservata al cerimoniale dove è stata allestita la sala per un incontro di alcuni minuti. Presenti circa 200 volontari che hanno eseguito un canto. Due di loro hanno regalato al Papa un dono commemorativo della visita. Lasciando Vilnius, sull’aereo che lo stava portando in Estonia, il Papa ha inviato due telegrammi ai Presidente di Lituania e Lettonia nei quali ha assicurato ai due Paesi ogni benedizione di Dio di pace e di gioia.

Il messaggio di Papa Francesco sul libro d’onore nel palazzo presidenziale di Tallinn in Estonia

 

 

Il discorso di Papa Francesco nel giardino delle Rose del Palazzo Presidenziale a Tallinn in Estonia: “Da secoli queste terre sono chiamate ‘Terra di Maria’, Maarjamaa. Un nome che non solo appartiene alla vostra storia, ma fa parte della vostra cultura. Pensare a Maria evoca in me due parole: memoria e fecondità. Lei è la donna della memoria, che custodisce tutto ciò che vive, come un tesoro, nel suo cuore (Lc 2,19); ed è la madre feconda che genera la vita di suo Figlio. Ecco perché mi piacerebbe pensare all’Estonia come terra di memoria e di fecondità”.

 

Il discorso integrale di Papa Francesco durante l’incontro ecumenico con i giovani nella chiesa luterana Carlo XI in Estonia:
“Sappiamo che molti giovani non ci chiedono nulla perché non ci ritengono interlocutori significativi per la loro esistenza. Alcuni, anzi, chiedono espressamente di essere lasciati in pace, perché sentono la presenza della Chiesa come fastidiosa e perfino irritante. Li indignano gli scandali sessuali ed economici di fronte ai quali non vedono una condanna netta; il non saper interpretare adeguatamente la vita e la sensibilità dei giovani per mancanza di preparazione; o semplicemente il ruolo passivo che assegniamo loro (cfr Sinodo dedicato ai giovani, Instrumentum laboris, 66). Queste sono alcune delle vostre richieste. Vogliamo rispondere a loro, vogliamo, come voi stessi dite, essere una «comunità trasparente, accogliente, onesta, attraente, comunicativa, accessibile, gioiosa e interattiva»(ibid., 67)”.

 

Il discorso integrale di Papa Francesco nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Tallinn in Estonia durante l’incontro con gli Assistiti delle Opere di Carità: “Grazie per avermi accolto questo pomeriggio nella vostra casa. Per me è importante fare questa
visita e poter stare qui in mezzo a voi. Grazie a voi per la vostra testimonianza e per aver condiviso con
noi ciò che portate nel cuore”.

 

Papa Francesco nell’omelia della Santa Messa in Piazza della Libertà a Tallinn che chiude il viaggio nei Paesi Baltici: “Ascoltando, nella prima Lettura, l’arrivo del popolo ebraico – già libero dalla schiavitù d’Egitto – al Monte Sinai (cfr Es 19,1) è impossibile non pensare a voi come popolo; è impossibile non pensare all’intera nazione dell’Estonia e a tutti i Paesi Baltici. Come non ricordarvi in quella “rivoluzione cantata”, o in quella catena di due milioni di persone da qui a Vilnius? Voi conoscete le lotte per la libertà, potete identificarvi con quel popolo. Ci farà bene, quindi, ascoltare quello che Dio dice a Mosè, per capire quello che dice a noi come popolo”.

Si conclude il viaggio di Papa Francesco nei Paesi Baltici. Il Pontefice prima di salire a bordo dell’aereo ha rivolto un ultimo saluto ai Paesi ospitanti con un inchino di ringraziamento.