#Cardine. Il coraggio di ricominciare a vivere

Il card. Konrad Krajewski, Elemosiniere pontificio, non ama apparire in pubblico. La sua missione, affidatagli da Papa Francesco, è servire i poveri, sempre, con qualunque mezzo, senza mai accendere le luci della ribalta. Questa volta però decide di fare un’eccezione, aprendo le porte di casa sua alle telecamere degli organi informativi del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.

Nella cucina di questo appartamento, situato accanto agli uffici dell’Elemosineria Apostolica, vengono preparati i panini da distribuire a tutti i clochard che usufruiscono delle docce e dei bagni sotto il Colonnato di San Pietro, diventato ormai una succursale di misericordia e carità. Ad occuparsi della preparazione dei panini è Mario, ex architetto edile a cui è letteralmente cambiata la vita dopo un grave infarto. Mario viveva a Massa Carrara, in Toscana, e ogni giorno ‘armato’ di casco protettivo seguiva i lavori nei cantieri della città.

Dopo l’arresto cardio-circolatorio, un intervento chirurgico e una lunga degenza in ospedale, i medici gli vietano di svolgere attività troppo faticose. Cerca di trovarsi un altro impiego mentre per andare avanti e mantenere se stesso e la sua compagna, attinge ai risparmi di una vita. Mario è troppo in là con l’età per il mondo del lavoro e nell’arco di 5 anni si ritrova solo, senza niente. Ritorna a Roma, sua città natale, e qui la mano di don Corrado lo soccorre prima che tocchi il fondo: piccoli incarichi, il necessario per mangiare e vestirsi, finché, premiato per la sua solerzia, diventa responsabile delle docce del Vaticano, frequentate ogni giorno da centinaia di senzatetto.

“Ormai ho preso casa. Sto riprendendo piano piano la mia vita” – ci racconta Mario. Certo – aggiunge – non faccio lo stesso lavoro, ma per me non è un problema. Vado avanti anche se lavo i bagni, perché quello che conta è la volontà di rialzarsi, di non buttarsi giù”. Don Corrado, ai suoi amici insegna proprio questo: riappropriarsi della dignità prima di ogni cosa, ritrovare la strada anche quando ci si sente completamente allo sbando. Mario ci confida che l’apporto del card. Krajewski è stato importante per ricominciare, ma ricevere il suo affetto e il suo incoraggiamento costanti, in due parole sentirsi amato, è ciò che ha fatto la differenza.

Oggi, come responsabile delle docce si occupa anche della preparazione dei panini che vengono distribuiti all’ora di pranzo, tutti i giorni, tranne il mercoledì, insieme al kit per l’igiene (spazzolino, dentifricio, rasoio, sapone, shampoo, pettine) e al cambio di biancheria. Il suo compito però non è solo tenere puliti i bagni ma trasmettere ai ragazzi che usufruiscono di questo servizio dell’Elemosineria Apostolica, il messaggio cristiano di salvezza.
Dietro i poveri

“L’Elemosineria – ripete Mario – è il fulcro di tutto quello che viene fatto per i poveri e i senza tetto. Da quello che so io, il Papa dice che nella banca dello IOR l’Elemosineria non deve avere conti, perciò tutto deve andare alle persone bisognose. E’ una cosa bella quella che fa il Santo Padre ed è bello ciò che fa don Corrado, ché lui corre sempre dietro i poveri e non si ferma mai”.