Addio a Cesare Romiti

E’ morto a Milano all’età di 97 anni Cesare Romiti, ex amministratore delegato e presidente della Fiat. Romiti era nato a Roma il 24 giugno del 1923. In questa intervista a SOUL, Romiti racconta la sua vita e il rapporto con il potere – amministratore delegato di Alitalia, della Fiat per 25 anni a fianco dell’Avvocato Agnelli, poi di Impregilo e RCS – ma anche la sua missione di questi ultimi anni: l’aiuto alle famiglie terremotate del Centro Italia.  “Il mio desiderio oggi è risolvere il problema dei terremotati, sono andato diverse volte sul posto, ho visto e parlato con le persone, ho individuato 20 famiglie a cui do un sussidio mensile da novembre fino alla fine dell’anno prossimo”. “Con il terremoto del Centro Italia – ha aggiunto Romiti – ho detto ‘voglio occuparmene io’ e me ne sono occupato di persona. Non voglio più politici né parlare con i sindaci, voglio trovare persone che mi indicano in quelle zone quali sono le famiglie più bisognose, voglio decidere io vedendole una a una vedendo cosa posso fare. E così sto facendo”. “Ogni tanto mi informo su queste persone – ha spiegato Romiti – gli telefono per sentire come va. Tra queste un ragazzo vittima del 24 agosto che è ancora ricoverato a Roma in convalescenza. Poi una bambina di 3 anni alla quale ho chiesto di raccontarmi: ‘io ero con la mia mamma sul letto – mi disse – e stavamo assieme sdraiate, ad un certo punto il letto è caduto. Il pavimento era sprofondato ed era andato al piano inferiore. Avevo tutta la calce addosso, tutti i mattoni addosso’. Continuo a seguirli, a parlargli e sentirli. Oggi ho una seconda missione, piccola. Un grande dono di umanità che mi fa bene”.

 
Ospite a Benedetta Economia, il professor Luigino Bruni gli ha proposto la lettura di un brano del libro di Isaia (Capitolo 1, 1-23) nel quale Dio rifiuta e contesta i sacrifici inutili. Il legame con la realtà dei giorni nostri è nella pratica di una economia che contempla l’ipotesi di imprese pronte a farsi “divinità” e a chiedere il sacrifico della vita privata ai dipendenti di più alto livello. Gli alti stipendi dei manager trovano dunque ragione in questi sacrifici? Giova davvero alle aziende una dedizione totale dei propri dipendenti? Quali meccanismi perversi di emulazione e di competizione si mettono in moto all’interno delle aziende che propongono un “modello sacrificale”? Sono alcuni degli interrogativi intorno ai quali ruota il confronto con Cesare Romiti, ma anche con Simone Perotti, ex manager nel settore del marketing e della comunicazione, che, come ricorda il titolo del suo libro più famoso, ha deciso ad un certo punto di dire “adesso basta”, ha fatto una scelta di libertà e di sobrietà e oggi vive con i frutti delle sue passioni: la scrittura e la vela. Una scelta in parte simili a quella di Angelo Santoro, il protagonista della storia filmata: abbandonata la sua carriera di agente di commercio, ha dato vita alla cooperativa sociale ‘Semi di vita” di Bari che, attraverso il lavoro in un orto biologico e la trasformazione di prodotti agricoli, offre progetti di inclusione a giovani in difficoltà e a persone con disabilità.