Il pianeta che speriamo

In occasione della 49esima Settimana sociale dei cattolici italiani, Tv2000 con il documentario ‘Il pianeta che speriamo’ propone un viaggio alla scoperta delle esperienze italiane che hanno saputo coniugare ambiente, lavoro e futuro.
“Tutto è connesso”, ha ricordato Papa Francesco nella “Laudato si” e queste esperienze lo dimostrano. Si può fare impresa rispettando la dignità dei lavoratori, prevedendo percorsi di inclusione sociale, garantendo la sostenibilità ambientale, promuovendo processi innovativi, investendo sull’economia circolare.
C’è l’azienda che recupera gli elettrodomestici gettati via, li rigenera, li vende a prezzi calmierati e offre percorsi di reinserimento lavorativo alle persone in difficoltà. La cooperativa di pesca che ottiene dal mare il suo guadagno, senza depredarlo ma preoccupandosi di rispettarlo e di ripopolarlo. L’azienda di catering che conquista il mercato grazie alla forza delle donne che nel lavoro hanno trovato una ragione di riscatto. I giovani che riscoprono la bellezza del lavoro manuale, i segreti di un’arte antica e, con gli scarti di un’azienda produttrice di marmo, realizzano mosaici unici.
Dal Piemonte alla Calabria, dalla Lombardia al Lazio, dal Trentino alla Sicilia, tutte queste storie sono spesso storie collettive, costruite sulla cooperazione, innestate in un territorio, accompagnate da una comunità. Molte volte con il sostegno della Chiesa locale. Perché, non solo “tutto è connesso”, ma, davvero, “nessuno si salva da solo”.

Di Dario Quarta, Giorgio Brancia, Vito D’Ettorre e Elena Di Dio

Le storie raccontate nel documentario

“Uova di Montagna”, nel distretto biologico della Val di Gresta in Trentino, un marchio che rivela il desiderio di provare a percorrere strade nuove nei processi di produzione agricola, attraverso i quali assicurare il rispetto degli animali e arrivare alla offerta di un prodotto alimentare salutare e di qualità.

Il progetto Rigeneration-Lab che, a Torino, offre una seconda vita agli elettrodomestici destinati al macero e compendia il recupero delle attrezzature tecnologiche dismesse con quello delle professionalità altrimenti destinate a fuoriuscire dal mercato del lavoro.

La storia della cooperativa sociale Nocetum di Milano, nata dall’esperienza di un gruppo di preghiera e diventata punto di riferimento per le attività di catering e l’accoglienza delle mamme in difficolta, partendo dall’area a rischio di Rogoredo.

L’opera “segno” della Caritas diocesana di Nola, Impronta solidale impegnata nella raccolta e valorizzazione degli abiti usati in un territorio in cui la criminalità organizzata ha trasformato il ciclo dei rifiuti in una miniera d’oro illegale.

La scommessa e l’innovazione tecnologica dei giovani della società The Circle di Roma che, con il metodo della coltura acquaponica e sfruttando al minimo l’utilizzo dei terreni agricoli, è diventata punto di riferimento nel commercio delle erbe aromatiche.

L’eccellenza del sistema di pesca adottato dai pescatori della Riserva Marina di Torre Guaceto, in provincia di Brindisi, che hanno ottenuto il presidio Slow Food per la capacità di ripopolare le acque della zona marina protetta e le aree circostanti di interesse comunitario.

L’impegno dei soci della cooperativa 5 Talenti che, a Reggio Calabria, hanno impiantato nei terreni offerti dalla Diocesi un vigneto che oggi produce un vino in grado di affrontare le sfide del mercato estero.

La scelta della cooperativa PietrAngolare di formare al lavoro i ragazzi con svantaggio nell’area di Comiso (Ragusa), impegnandoli nella produzione di mosaici artistici realizzati dagli scarti di produzione di un’azienda produttrice di marmi.