Intervista al ministro della Difesa, Trenta

Ministro della Difesa a Tv2000: “Tutelare migranti prima che arrivino in Italia. Loro viaggio non è una crociera”

 “L’islam non è terrorismo. Quando i migranti sono troppi e incontrollati non è possibile garantirne i diritti. Salvini e gli Hezbollah? La velocità della comunicazione ci porta a riflettere di meno. Riduzione cappellani militari concordata con il Vaticano. Sono una grande fan di Papa Francesco”. Il nostro compito nel cercare di gestire e rendere legale l’immigrazione è quello di tutelare i migranti prima che arrivino da noi e tutelarli anche nel caso in cui arrivino in Italia. Quando i migranti sono troppi e incontrollati non è possibile garantirne i diritti”. 

Lo ha detto il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in una lunga intervista realizzata da Fabio Bolzetta per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in cui sono stati affrontati diversi temi dal Papa ai migranti, dai cappellani militari a Salvini.

Il ministro della Difesa ha affrontato il delicato tema della gestione dei flussi dei migranti con un riferimento alla missione in Niger: “È una componente del modello perché lì interveniamo a supporto delle istituzioni locali affinché siano in grado di contrastare il fenomeno dell’immigrazione ma anche la tratta dei migranti. Ricordiamoci sempre che i primi a soffrire di tutto questo sono gli stessi migranti. Dobbiamo dunque lavorare su tutti i fronti. Primo di tutto sul fronte della prevenzione e poi su quello della gestione. Chiaramente rafforzare le capacità locali di trattare questo fenomeno è molto importante e non solo dal punto di vista militare. Dobbiamo infatti lavorare insieme alla Cooperazione e allo sviluppo e tutte quelle componenti che possono aiutarci. Alla fine quello che noi vogliamo è che ogni persona possa rimanere nella propria casa ma non perché non vogliamo i migranti da noi ma perché è giusto che ogni persona possa vivere nel posto in cui è nato. E non penso che chi mette un bambino su un gommone, sapendo che quel bimbo potrebbe morire, stia andando a fare una crociera”.

“Bisogna combattere contro la narrativa – ha aggiunto il ministro Trenta – che associa all’elemento terroristico l’Islam perché l’Islam non è terrorismo. Contro l’Isis serve una strategia multiforme. Dove l’Isis si è fatto Stato e dove ha calpestato ogni diritto umano è necessario intervenire con un approccio come quello della coalizione. È importante il valore della cultura perché ci consente di combattere contro certe narrative che fanno nascere il terrorismo. In altri momenti bisogna combatterlo con una strategia di sviluppo perché dalle disuguaglianze nascono quei semi che possono far nascere e crescere il terrorismo”.

La Trenta è inoltre tornata sulle parole del ministro Salvini che aveva definito, lungo il confine libanese, gli Hezbollah come ‘terroristi islamici’: “Su questo tema credo che ci voglia sempre un grande equilibrio. A volte la velocità della comunicazione di oggi, come avviene con Twitter o Facebook, ci porta a riflettere di meno sulle cose che diciamo. In Libano siamo un grande fattore di equilibrio e di equidistanza tra le parti. E questa nostra presenza è ancora importante dopo tanti anni. Questa capacità ci viene riconosciuta. Quando si hanno su un confine così in bilico tanti italiani dobbiamo fare attenzione con le parole perché per altri possono significare cose diverse dal significato che gli diamo noi”.

Nell’intervista al Tg2000 il ministro ha risposto anche sulla questione della riduzione dei cappellani militari: “Sono stata un capitano dell’esercito e sono stata in missione. So quanto sia importante la presenza del cappellano militare, lo è in Italia e in modo particolare all’estero. Il cappellano militare è importante anche per persone che non credono perché è una figura che aiuta, una spalla in più su cui appoggiarsi quando la situazione si fa molto pesante. Questa riduzione dei cappellani militari è stata concordata. Non è nata dal nulla. Ci sono stati tre anni di trattative tra lo Stato italiano e la Chiesa. Io ho portato avanti un programma che era già iniziato anche per dare un segno e un contributo in questa fase in cui stiamo cercando di riequilibrare le finanze dello Stato. È un contributo che abbiamo voluto noi ma che è stato condiviso anche dal Vaticano visto che tutto questo è nato da un accordo”.

Infine un pensiero e un augurio a Papa Francesco. “Sono veramente una fan di Papa Francesco – ha concluso il ministro Trenta – e gli faccio gli auguri perché da poco è stato il suo compleanno. La buona politica, come dice il Papa, è al servizio della pace. Il primo obiettivo della buona politica deve essere quello di aiutare lo sviluppo. Fare in modo che sia equilibrato, sostenibile e che non porti contrasto tra le persone. Se riusciamo a fare questo riusciamo a seminare i semi della pace. La pace è un valore assoluto. È uno di quei valori che non può essere collegato direttamente a una cultura o a una tradizione. È un valore connesso all’essere umano e ha lo stesso peso sia oggi che ieri, fa parte dell’uomo”.