23/10/17 I messaggi di Papa Francesco

Videomessaggio al “Canadian National Youth Forum”

Cari giovani amici canadesi!

Sono contento di stare un po’ con voi, partecipando al vostro dialogo che vi vede protagonisti dall’Atlantico al Pacifico. Sono le meraviglie della tecnologia che, se sfruttate positivamente, offrono occasione di incontro e di scambio impensabile fino a poco tempo fa.

Questo ci conferma che quando le persone lavorano insieme cercando il bene gli uni degli altri, il mondo si rivela in tutta la sua bellezza. Allora vi chiedo di non lasciarlo rovinare da chi pensa solo a sfruttarlo e a distruggerlo, senza scrupoli. Vi invito a inondare i luoghi in cui vivete con la gioia e l’entusiasmo tipici della vostra età, a irrigare il mondo e la storia con la gioia che viene dal Vangelo, dall’aver incontrato una Persona: Gesù, che vi ha affascinato e vi ha attirato a stare con Lui.

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Santa Marta: Chi affama i bambini

Duecentomila bambini rohingya, e con loro tutti coloro che oggi nel mondo soffrono la fame, sono vittime dell’«idolatria del denaro, che fa dei “sacrifici umani”» provocando la morte di tante persone. E nessuno può restare indifferenti guardando «i bambini affamati che non hanno medicine, che non hanno educazione, che sono abbandonati». Da qui il monito contro «il dio denaro» — che distrugge anche le famiglie che cadono nella cupidigia degli interessi personali — lanciato da Papa Francesco nella messa celebrata lunedì mattina, 23 ottobre, a Santa Marta.

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A Sua Beatitudine Theophilos III, Patriarca Greco Ortodosso di Gerusalemme

Beatitudine,
cari fratelli,

con grande gioia vi do il mio benvenuto a Roma. Sono lieto di poter ricambiare, con gratitudine e affetto fraterno, la calorosa accoglienza che Vostra Beatitudine mi ha offerto durante la mia visita a Gerusalemme. Conservo viva nella memoria la premurosa attenzione con la quale Ella accompagnò me e il Patriarca Ecumenico Bartolomeo nella Basilica che custodisce i luoghi dove il Signore è stato crocifisso e sepolto ed è risorto. Ricordo con commozione la sosta di preghiera nell’Edicola della Tomba vuota.

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Alla Delegazione della “Tel Aviv University”

Cari amici,

vi do il mio cordiale benvenuto, e ringrazio il Prof. Joseph Klafter, Rettore dell’Università di Tel Aviv, per le sue cortesi parole.

Esprimo a tutti voi il mio apprezzamento per il vostro impegno nella formazione delle nuove generazioni, che rappresentano il presente e il futuro della società. L’attività educativa, seppure talvolta ardua, rimane uno dei compiti più importanti e delicati, perché mira a formare la persona nella sua interezza. Per adempiere questo fondamentale compito sono necessarie certamente sperimentate abilità professionali e tecniche, ma anche empatia e sensibilità umana, in ordine a stimolare un dialogo sincero con gli studenti e favorire la loro formazione, sia come persone sia come futuri professionisti nelle rispettive aree di studio.

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