Speciale Diario di Papa Francesco – Viaggio in Cile e Perù 5° Giorno 19/01/2018

VIAGGIO IN CILE E PERU’

LIMA – PUERTO MALDONADO – LIMA

Quinto giorno – 19 gennaio 2018

 

Questa mattina papa Francesco ha lasciato Lima per raggiungere Puerto Maldonado, piccola città nella provincia di Tambopata, alle porte dell’Amazzonia. Nell’atteso Incontro con i Popoli dell’Amazzonia, ha salutato le 22 etnie presenti all’ incontro, rappresentate da 4mila indigeni di diverse tribù, spiegando il motivo della sua visita “per la difesa della vita, per la difesa della terra e per la difesa delle culture”. Poi ha continuato: “Probabilmente i popoli originari dell’Amazzonia non sono mai stati tanto minacciati nei loro territori come lo sono ora. L’Amazzonia è una terra disputata su diversi fronti: da una parte, il neoestrattivismo e la forte pressione da parte di grandi interessi economici che dirigono la loro avidità sul petrolio, il gas, l’oro, le monocolture agro-industriali; dall’altra parte, la minaccia contro i vostri territori viene anche dalla perversione di certe politiche che promuovono la “conservazione” della natura senza tenere conto dell’essere umano e, in concreto, di voi fratelli amazzonici che la abitate”.

Bergoglio si è poi recato all’ Istituto Jorge Basadre e nell’incontro con la popolazione, dove è tornato a parlare della cultura dello scarto: “Una cultura che non si accontenta solo di escludere, ma che è avanzata mettendo a tacere, ignorando e rigettando tutto ciò che non serve ai suoi interessi; sembrerebbe che il consumismo alienante di alcuni non riesca a percepire la dimensione della sofferenza soffocante di altri. E’ una cultura anonima, senza legami, senza volti. Una cultura senza madre, che non vuole altro che consumare. La terra viene trattata secondo questa logica. Le foreste, i fiumi e i torrenti vengono usati, utilizzati fino all’ultima risorsa e poi lasciati inutilizzati e inservibili. Anche le persone sono trattate con questa logica: usate fino allo sfinimento e poi abbandonate come inservibili”.

Ha poi concluso con un messaggio di speranza: “Ho speranza in voi, nei cuori di tante persone che desiderano una vita benedetta. Siete venuti a cercarla qui, dove si trova una delle esplosioni di vita più esuberanti del pianeta. Amate questa terra, sentitela vostra. Odoratela, ascoltatela, meravigliatevi di essa. Innamoratevi di questa terra Madre de Dios, impegnatevi per essa e custoditela. Non usatela come un mero oggetto che si può scartare, ma come un vero tesoro da godere, da far crescere e da trasmettere ai vostri figli”.   

La visita di Francesco a Puerto Maldonado è proseguita nellHogar “El Principito” che accoglie minori poveri, orfani e disagiati.

Ai presenti ha dedicato le sue parole: “Cari bambini della Casa “Il Piccolo Principe” e giovani delle altre case di accoglienza. Alcuni di voi a volte sono tristi alla sera, avete nostalgia del papà o della mamma che non c’è, e so anche che ci sono ferite che fanno molto male. Dirsey, sei stato coraggioso e lo hai condiviso con noi. E mi dicevi «che il mio messaggio sia una luce di speranza». Ma lascia che ti dica una cosa: la tua vita, le tue parole e quelle di tutti voi sono luce di speranza. Voglio ringraziarvi per la vostra testimonianza. Grazie perché siete luce di speranza per tutti noi”.

In studio Gennaro Ferrara ci hanno accompagnato nel racconto del pomeriggio insieme a Antonella Cordone, Funzionaria IFAD, Giorgio Fornoni, Reporter e documentarista, Padre Roberto Carrasco Rojas Missionario Oblato di Maria Immacolata in Amazzonia e SOFIA VENTUROLI Antropologa Univ. Di Torino.

Papa Francesco poi ha fatto ritorno a Lima dove ha incontrato il Presidente della Nazione, Paolo Kuczynsky, le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico

Nel suo discorso ha parlato delle ricchezze naturali e culturali del Perù sottolineando poi le responsabilità di chi amministra il paese: Coloro che occupano incarichi di responsabilità, in qualunque settore, li incoraggio e li esorto a impegnarsi in tal senso per offrire, al vostro popolo e alla vostra terra, la sicurezza che nasce dalla convinzione che il Perù è uno spazio di speranza e di opportunità… ma per tutti e non solo per pochi; perché ogni peruviano, ogni peruviana possano sentire che questo Paese è suo, e che può stabilirvi relazioni di fraternità e di uguaglianza con il prossimo e aiutare l’altro quando ne ha bisogno; una terra in cui si possa realizzare il proprio futuro. E così costruire un Perù che abbia spazio per «tutte le stirpi», in cui possa realizzarsi «la promessa della vita peruviana».

Nicola Ferrante fa il punto della giornata insieme a Luis Badilla Direttore Il Sismografo, Andrés Beltramo Álvarez Corrispondente Agenzia NOTIMEX (Messico) e Giovanna Chirri Vaticanista.