PAPA A TOR VERGATA Giubileo del Cammino Neocatecumenale 07/05/2018

La settimana del “Diario” si apre con il racconto della comunità neocatecumenale internazionale che, il 5 maggio scorso, ha festeggiato il giubileo del Cammino con l’incontro con il Papa a Tor Vergata. All’evento hanno preso parte circa 150 mila persone provenienti da tutto il mondo. E nell’incontro Papa Francesco si è rivolto ai partecipanti, mettendo al centro del suo discorso, la missione di evangelizzazione che la comunità porta avanti da 50 anni e infatti invita ad “andare” e nel rispetto del passo altrui, fare “discepoli tutti i popoli”.

In studio abbiamo ascoltato le testimonianze di una rappresentanza della comunità di Beirut e d’Egitto: Don Guillaume Bruté de Rémur, rettore del Seminario Interrituale Redemptoris Mater di Beirut; Carlo Giorgi, seminarista del Redemptoris Mater di Beirut e Said Anwar Azer, catechista del cammino neocatecumenale d’Egitto.

 

IN EVIDENZA

“IL SEMINARIO A BEIRUT” “LA VITA CON LA ‘V’ MAIUSCOLA”

 

INCONTRO INTERNAZIONALE IN OCCASIONE DEL 50°

ANNIVERSARIO DELL’INIZIO DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Andate

Papa: Andate. La missione chiede di partire. Ma nella vita è forte la tentazione di restare, di non prendere rischi, di accontentarsi di avere la situazione sotto controllo. È più facile rimanere a casa, circondati da chi ci vuol bene, ma non è la via di Gesù. Egli invia: “Andate”. Non usa mezze misure. Non autorizza trasferte ridotte o viaggi rimborsati, ma dice ai suoi discepoli, a tutti i suoi discepoli una parola sola: “Andate!”…

… Ma come si fa per andare? Bisogna essere agili, non si possono portar dietro tutte le suppellettili di casa. La Bibbia lo insegna: quando Dio liberò il popolo eletto, lo fece andare nel deserto col solo bagaglio della fiducia in Lui. E fattosi uomo, camminò Egli stesso in povertà, senza avere dove posare il capo (cfr Lc 9,58). Lo stesso stile domanda ai suoi. Per andare bisogna essere leggeri. Per annunciare bisogna rinunciare.

 

Fate discepoli

Papa: Gesù risorto dice: «Fate discepoli». Ecco la missione. Non dice: conquistate, occupate, ma “fate discepoli”, cioè condividete con gli altri il dono che avete ricevuto, l’incontro d’amore che vi ha cambiato la vita. È il cuore della missione: testimoniare che Dio ci ama e che con Lui è possibile l’amore vero, quello che porta a donare la vita ovunque, in famiglia, al lavoro, da consacrati e da sposati. Missione è tornare discepoli con i nuovi discepoli di Gesù. È riscoprirsi parte di una Chiesa che è discepola…

… Qui sta la forza dell’annuncio, perché il mondo creda. Non contano gli argomenti che convincono, ma la vita che attrae; non la capacità di imporsi, ma il coraggio di servire. E voi avete nel vostro “DNA” questa vocazione ad annunciare vivendo in famiglia, sull’esempio della santa Famiglia: in umiltà, semplicità e lode. Portate quest’atmosfera familiare in tanti luoghi desolati e privi di affetto. Fatevi riconoscere come gli amici di Gesù. Tutti chiamate amici e di tutti siate amici.

 

Tutti i popoli

Papa: «Andate e fate discepoli tutti i popoli». E quando Gesù dice tutti sembra voler sottolineare che nel suo cuore c’è posto per ogni popolo. Nessuno è escluso. Come i figli per un padre e una madre: anche se sono tanti, grandi e piccini, ciascuno è amato con tutto il cuore. Perché l’amore, donandosi, non diminuisce, aumenta…

… E pensando al nostro Padre, che tanto ama il mondo (cfr Gv 3,16), siate appassionati di umanità, collaboratori della gioia di tutti (cfr 2 Cor 1,24), autorevoli perché prossimi, ascoltabili perché vicini. Amate le culture e le tradizioni dei popoli, senza applicare modelli prestabiliti. Non partite dalle teorie e dagli schemi, ma dalle situazioni concrete: sarà così lo Spirito a plasmare l’annuncio secondo i suoi tempi e i suoi modi. E la Chiesa crescerà a sua immagine: unità nella diversità dei popoli, dei doni e dei carismi.

 

NEL WEEKEND

Regina Coeli

Visita Pastorale alla Parrocchia romana “SS. Sacramento a Tor de’ Schiavi”

 

La fotogallery della puntata