Un francescano tra i migranti, padre Luca Gregory

8 febbraio 2019

In occasione della Giornata Mondiale di preghiera per le vittime della tratta degli esseri umani, incontriamo Padre Luca Gregory, francescano della Custodia di Terra Santa, parroco del Convento di Santa Maria della Vittoria a Rodi, nell’Arcidiocesi di Rodi e Kos, dove insieme alla sua comunità dei frati minori sostiene progetti in favore dei rifugiati. La puntata apre con le parole di Papa Francesco durante il viaggio a LesboPadre Luca le riprende raccontando la storia di migrazione di una bambina rifugiata da cui poi nasce “Rifugiata” un libro composto di immagini e di testo, che traduce la drammatica esperienza di chi è costretto alla fuga e parla con il linguaggio universale del disegno. Le autrici di questo lavoro sono, per la parte testuale, Tessa Julià Dinarès e per i disegni Anna Gordillo Torras.

Per l’approfondimento quotidiano delle parole del Papa riprendiamo il discorso ai missionari e missionarie d’Africa, in cui invita a riflettere sulla crescita della cultura dell’incontro sottolineando l’importanza del loro lavoro a favore del dialogo con l’islam e per il riconoscimento della dignità di chi vive nella schiavitù e nelle periferie del mondo. Poi a commento dell’Omelia di Santa Marta, Padre Luca racconta degli episodi di straordinaria generosità di cui è stato testimone.  

 

IN EVIDENZA

Padre Luca: “La gioia di vedere il sorriso di un bambino”

 

Padre Luca: “La generosità nella povertà”

 

VISITA A LESVOS (GRECIA) Moria Refugee Camp 16 aprile 2016

Il dolore del passato l’incertezza del futuro

Cari fratelli e sorelle,

oggi ho voluto stare con voi. Voglio dirvi che non siete soli. In questi mesi e settimane, avete patito molte sofferenze nella vostra ricerca di una vita migliore. Molti di voi si sono sentiti costretti a fuggire da situazioni di conflitto e di persecuzione, soprattutto per i vostri figli, per i vostri piccoli. Avete fatto grandi sacrifici per le vostre famiglie. Conoscete il dolore di aver lasciato dietro di voi tutto ciò che vi era caro e – quel che è forse più difficile – senza sapere che cosa il futuro avrebbe portato con sé. Anche molti altri, come voi, si trovano in campi di rifugio o in città, nell’attesa, sperando di costruire una nuova vita in questo continente.

 

DISCORSO AI MISSIONARI D’AFRICA (PADRI BIANCHI) E ALLE SUORE MISSIONARIE DI NOSTRA SIGNORA D’AFRICA (SUORE BIANCHE)

La cultura dell’incontro

Papa: Lo Spirito Santo faccia di voi dei costruttori di ponti tra gli uomini. Là dove il Signore vi ha mandati, possiate contribuire a far crescere una cultura dell’incontro, essere al servizio di un dialogo che, nel rispetto delle differenze, sa trarre ricchezza dalle diversità degli altri. E vi ringrazio in particolare per il lavoro che avete già compiuto in favore del dialogo con l’Islam, con le sorelle e i fratelli musulmani. Con lo stile e la semplicità del vostro modo di vivere, voi manifestate anche la necessità di prendersi cura della nostra casa comune, la terra. Infine, nella scia del Cardinale Lavigerie, siete chiamati a seminare speranza, lottando contro tutte le odierne forme di schiavitù; facendovi prossimi dei piccoli e dei poveri, di quanti aspettano, nelle periferie delle nostre società, di essere riconosciuti nella loro dignità, di essere accolti, protetti, rialzati, accompagnati, promossi e integrati.

 

SANTA MARTA

La vita ha valore solo nel donarla

Papa: Dietro questi personaggi c’è satana, seminatore di odio nella donna, seminatore di vanità nella ragazza, seminatore di corruzione nel re. E l’”uomo più grande nato da donna” finì solo, in una cella scura del carcere, per il capriccio di una ballerina vanitosa, l’odio di una donna diabolica, e la corruzione di un re indeciso. È un martire, che lasciò che la sua vita venisse meno, meno, meno, per dare il posto al Messia.

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La vita ha valore solo nel donarla, nel donarla nell’amore, nella verità, nel donarla agli altri, nella vita quotidiana, nella famiglia. Sempre donarla. Se qualcuno prende la vita per sé, per custodirla, come il re nella sua corruzione o la signora con l’odio, o la fanciulla, la ragazza, con la propria vanità – un po’ adolescente, incosciente – la vita muore, la vita finisce appassita, non serve.

Soltanto vi consiglio di non pensare troppo a questo, ma di ricordare l’immagine, i quattro personaggi: il re corrotto, la signora che soltanto sapeva odiare, la ragazza vanitosa che non ha coscienza di nulla, e il profeta decapitato solo in cella. Guardare quello, e ognuno apra il cuore perché il Signore gli parli su questo.