Protezione dei minori nella chiesa 3° giorno, “La trasparenza”

23 febbraio 2019

La terza giornata del summit vaticano sulla “Protezione dei minori nella Chiesa” è dedicata al tema della trasparenza. La prima relazione  è di Sr. Veronica Openibo, SHCJ, Superiora Generale della Società del Santo Bambino Gesù, che fa un’analisi delle cause dei casi di abusi nella Chiesa, basata sulle sue esperienze di ascolto delle vittime conosciute in tanti paesi, proponendo una strategia futura su come affrontare questi crimini per la credibilità e la giustizia della Chiesa.

E poi nella seconda relazione, il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di Monaco e Frisinga (Germania) e Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, in tema di trasparenza, sottolinea gli aspetti fondamentali della tracciabilità delle procedure amministrative per gestire la lotta contro gli abusi, proponendo un intervento della Chiesa, non solo spirituale, ma anche di azione “terrena”, materiale, funzionale, basata sul principio di giustizia, denunciando che “i dossier che avrebbero potuto documentare i terribili atti e indicare il nome dei responsabili sono stati distrutti o nemmeno creati”.

In studio, Gennaro Ferrara incontra Massimo Camilli, psicoterapeuta e fondatore dell’Associazione Casa Famiglia Rosetta, che spiega quali sono i traumi e le reazioni delle persone che subiscono abusi, e Iacopo Scaramuzzi, vaticanista di Askanews, che fa un’analisi sullo sviluppo dei lavori nel summit vaticano.

IN EVIDENZA

Camilli: “Sostituire la paura con la verità”

 

Scaramuzzi: “Trasparenza globale, visione sinodale”

 

LE RELAZIONI DEL GIORNO

Relazione di Sr. Veronica Openibo: L’Apertura al mondo come conseguenza della missione ecclesiale (prima parte)

“È senz’altro essenziale un’educazione e una formazione chiara ed equilibrata sulla sessualità e sui confini nei seminari e nelle case di formazione; nella formazione permanente di sacerdoti, religiosi e religiose e vescovi. Mi preoccupa quando a Roma e altrove vedo i seminaristi più giovani trattati come se fossero più speciali di chiunque altro, incoraggiandoli in tal modo ad assumere sin dall’inizio della loro formazione, idee esaltate riguardo al loro status. Lo studio dello sviluppo umano deve suscitare un serio interrogativo sull’esistenza di seminari minori. Anche la formazione delle giovani religiose può spesso portare a un falso senso di superiorità rispetto alle sorelle e ai fratelli laici, a pensare che la loro chiamata sia “superiore”.
Ho letto con grande interesse molti articoli sulle reazioni del Papa nel caso dei vescovi cileni, dalla negazione delle accuse alla rabbia per l’inganno e l’insabbiamento, all’accettazione delle dimissioni di tre vescovi. L’ammiro, Fratel Francesco, per essersi preso del tempo, da vero gesuita, per discernere e per essere abbastanza umile da cambiare idea, chiedere scusa e agire: un esempio per tutti noi”.

 

Relazione di Sr. Veronica Openibo: L’Apertura al mondo come conseguenza della missione ecclesiale (seconda parte)

“Dobbiamo riconoscere che sono la nostra mediocrità, ipocrisia e compiacenza ad averci condotto in questo luogo vergognoso e scandaloso in cui ci ritroviamo come Chiesa. Ci soffermiamo a pregare: Signore, abbi misericordia di noi!
La struttura e i sistemi gerarchici nella Chiesa dovrebbero essere una benedizione per consentirci di raggiungere il mondo intero con meccanismi molto chiari per affrontare questa e tante altre questioni. Perché ciò non è avvenuto abbastanza? Abbiamo altri problemi riguardanti la sessualità che non vengono affrontati in maniera sufficiente, per esempio l’abuso di potere, denaro, clericalismo, discriminazione di genere, il ruolo delle donne e dei laici in generale? Forse le strutture gerarchiche e i lunghi protocolli che hanno influito negativamente sulla rapidità delle azioni si sono preoccupati di più delle reazioni dei media?”

 

 

In collegamento da Piazza San Pietro, Cristiana Caricato sottolinea l’introduzione dello sguardo femminile e materno nell’affrontare il tema degli abusi, così come lo ha spiegato Papa Francesco nel suo intervento di ieri, dopo aver ascoltato la relazione della dottoressa Ghisoni della seconda giornata.

 

 

Relazione di Card. Reinhard Marx: Una comunità di credenti trasparente

“Gli abusi sessuali nei confronti di bambini e di giovani sono in non lieve misura dovuti all’abuso di potere nell’ambito dell’amministrazione. A tale riguardo, l’amministrazione non ha contribuito ad adempiere la missione della Chiesa ma, al contrario, l’ha oscurata, screditata e resa impossibile. I dossier che avrebbero potuto documentare i terribili atti e indicare il nome dei responsabili sono stati distrutti o nemmeno creati. Invece dei colpevoli, a essere riprese sono state le vittime ed è stato imposto loro il silenzio. Le procedure e i procedimenti stabiliti per perseguire i reati sono stati deliberatamente disattesi, e anzi cancellati o scavalcati. I diritti delle vittime sono stati di fatto calpestati e lasciati all’arbitrio di singoli individui.
La tracciabilità e la trasparenza non arrivano dal nulla. Sono un impegno costante, che si può adempiere anche con il sostegno di esperti esterni alla Chiesa. A essere decisivo è sempre l’atteggiamento personale di coloro che lavorano nell’amministrazione e di coloro che ne sono responsabili. In sostanza, si tratta della domanda fino a che punto si è disposti a giustificare le proprie azioni con gli altri e, in qualche misura, anche a essere controllati da altri”.

 

__________________________________________________________________POMERIGGIO

La diretta speciale del “Diario di papa Francesco” prosegue con l’ascolto della terza relazione, a cura di Valentina Alazraki, corrispondente a Roma di Televisa (Messico), sul “Comunicare: a tutte le persone”. Come giornalista, donna e madre, Alazraki riflette sul ruolo dell’informazione nella Chiesa e sul come comunicare i casi di abusi.

In studio Ferrara incontra Viviana Carlevaris Colonetti, psicologa e psicoterapeuta specialista in violenza e abuso nell’infanzia della Commissione centrale per il benessere e la protezione di bambini e adolescenti del Movimento dei Focolari, Don Paolo Asolan del Servizio diocesano per la formazione permanente del clero e il filosofo e saggista Giuseppe Savagnone.