Papa Francesco, omelia a Santa Marta del 4 aprile 2019: “Il coraggio della preghiera”

Papa: Ci vuole tanto coraggio per pregare così. E noi siamo tiepidi tante volte. Qualcuno ci dice: “Ma prega perché ho questo problema, quell’altro…” Sì, sì, dico due “Padre Nostro”, due “Ave o Maria”, e mi dimentico… No, la preghiera del pappagallo non va. La vera preghiera è questa: con il Signore. E quando io devo intercedere, devo farlo così, con coraggio. La gente, nel parlato comune, usa un’espressione che a me dice tanto, quando vuole arrivare a qualcosa: “Ce la metto tutta”. Nella preghiera di intercessione, questo vale pure: “Ce la metto tutta”. Il coraggio di andare avanti. Ma forse può venire il dubbio: “Ma io faccio questo, ma come so che il Signore mi ascolta?” Noi abbiamo una sicurezza: Gesù. Lui è il grande intercessore.

… Quella intercessione di Gesù: Gesù prega per noi, in questo momento. E quando io prego, sia con la persuasione sia con il mercanteggiamento e sia balbettando sia discutendo con il Signore, ma è Lui che prende la mia preghiera e la presenta al Padre. E Gesù non ha bisogno di parlare davanti al Padre: gli fa vedere le piaghe. Il Padre vede le piaghe e dà la grazia. Quando noi preghiamo, pensiamo che lo facciamo con Gesù. Quando facciamo la preghiera di intercessione coraggiosa così, lo facciamo con Gesù: Gesù è il nostro coraggio, Gesù è la nostra sicurezza, che in questo momento intercede per noi.