“Salto nella luce”, Don Francesco Buono

9 aprile 2019

Il male è sempre un bene mancato. Con la pubblicazione “Salto nella luce – Viaggio tra vizi, doni e virtù” (Tav editrice) Don Francesco Buono, parroco di Pila-Castel del Piano (Perugia), propone una soluzione a problemi, vizi, difficoltà, allergie e incapacità, attraverso un viaggio per vincere il male con il bene, per essere felici.
In dialogo con Gennaro Ferrara, Don Buono riflette sulle parole del Papa del giorno nell’Omelia di Santa Marta del mattino in cui Papa Francesco ha parlato del senso della desolazione che a volte può toccare anche la vita di tanti cristiani che “vivono lamentandosi, vivono criticando, vivono nella mormorazione, vivono insoddisfatti”.
E poi per approfondire il significato dei vizi e delle virtù così come ne ha parlato il Papa, abbiamo ascoltato alcuni passaggi dell’Udienza Generale del 12 settembre 2018 e un estratto dell’Omelia del 24 maggio 2015, quando il Papa riflette sulle virtù, frutti dello spirito.

IN EVIDENZA

Buono: “Ripiegarsi su sé stessi”

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SANTA MARTA
Cristiani senza speranza
Papa: E noi, quando siamo in desolazione, non sopportiamo il viaggio e cerchiamo rifugio o negli idoli o nella mormorazione, o tante cose … Questo è un modello per noi. E questo spirito di stanchezza in noi cristiani ci porta anche a un modo di vivere insoddisfatto: lo spirito di insoddisfazione. Tutto non ci piace, tutto va male … lo stesso Gesù ci ha insegnato questo quando dice di questo spirito di insoddisfazione che noi siamo come i bambini che giocano.
… Questa è la vita di tanti cristiani. Vivono lamentandosi, vivono criticando, vivono nella mormorazione, vivono insoddisfatti. “Il popolo non sopportò il viaggio”. Noi cristiani tante volte non sopportiamo il viaggio. E la nostra preferenza è l’attaccamento al fallimento, cioè la desolazione. E la desolazione è del serpente: il serpente antico, quello del Paradiso terrestre. E’ un simbolo, qui: lo stesso serpente che aveva sedotto Eva e questo è un modo di far vedere il serpente che hanno dentro, che morsica sempre nella desolazione.
… Fratelli e sorelle, ricordiamo questa frase soltanto: “Il popolo non sopportò il viaggio”. I cristiani non sopportano il viaggio. I cristiani non sopportano la speranza. I cristiani non sopportano la guarigione. I cristiani non sopportano la consolazione. Siamo più attaccati all’insoddisfazione, alla stanchezza, al fallimento. Il Signore ci liberi da questa malattia.

UDIENZA GENERALE 12.09.2018

La schiavitù dei vizi
Papa: il goloso, il lussurioso, l’avaro, l’iracondo, l’invidioso, l’accidioso, il superbo – e così via – sono schiavi dei loro vizi, che li tiranneggiano e li tormentano. Non c’è tregua per il goloso, perché la gola è l’ipocrisia dello stomaco, che è pieno ma ci fa credere che è vuoto. Lo stomaco ipocrita ci fa golosi. Siamo schiavi di uno stomaco ipocrita. Non c’è tregua per il goloso e il lussurioso che devono vivere di piacere; l’ansia del possesso distrugge l’avaro, sempre ammucchiano soldi, facendo male agli altri; il fuoco dell’ira e il tarlo dell’invidia rovinano le relazioni. Gli scrittori dicono che l’invidia fa venire giallo il corpo e l’anima, come quando una persona ha l’epatite: diventa gialla. Gli invidiosi hanno gialla l’anima, perché mai possono avere la freschezza della salute dell’anima. L’invidia distrugge. L’accidia che scansa ogni fatica rende incapaci di vivere; l’egocentrismo – quell’ego di cui parlavo – superbo scava un fosso profondo fra sé e gli altri.
Cari fratelli e sorelle, chi è dunque il vero schiavo? Chi è colui che non conosce riposo? Chi non è capace di amare! E tutti questi vizi, questi peccati, questo egoismo ci allontanano dall’amore e ci fanno incapaci di amare. Siamo schiavi di noi stessi e non possiamo amare, perché l’amore è sempre verso gli altri.

SANTA MESSA NELLA SOLENNITÀ DI PENTECOSTE – Omelia 24 maggio 2015

I frutti dello spirito
Papa: nell’uomo che con la fede lascia irrompere in sé lo Spirito di Dio, fioriscono i doni divini, riassunti in nove virtù gioiose che Paolo chiama «frutto dello Spirito». Di qui l’appello, ripetuto in apertura e in conclusione, come un programma di vita: «Camminate secondo lo Spirito» (Gal 5,16.25).
… il mondo ha bisogno del coraggio, della speranza, della fede e della perseveranza dei discepoli di Cristo. Il mondo ha bisogno dei frutti, dei doni dello Spirito Santo, come elenca san Paolo: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). Il dono dello Spirito Santo è stato elargito in abbondanza alla Chiesa e a ciascuno di noi, perché possiamo vivere con fede genuina e carità operosa, perché possiamo diffondere i semi della riconciliazione e della pace. Rafforzati dallo Spirito – che guida, ci guida alla verità, che rinnova noi e tutta la terra, e che ci dona i frutti – rafforzati nello Spirito e da questi molteplici doni, diventiamo capaci di lottare senza compromessi contro il peccato, di lottare senza compromessi contro la corruzione, che si allarga sempre più nel mondo di giorno in giorno, e di dedicarci con paziente perseveranza alle opere della giustizia e della pace.

 

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