“Giovedì Santo in carcere”

16 aprile 2019

In studio con Gennaro Ferrara, Don Franco Diamante, cappellano della Casa Circondariale di Velletri (Roma) che Giovedì Santo accoglierà Papa Francesco per la celebrazione della Santa Messa “in coena Domini” con il rito della lavanda dei piedi.

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GIOVEDÌ SANTO IN CARCERE
Oggi, nella strada, quando arrivavo, c’era gente che salutava: “Viene il Papa, il capo. Il capo della Chiesa …”. Il capo della Chiesa è Gesù; non scherziamo! Il Papa è la figura di Gesù e io vorrei fare lo stesso che ha fatto Lui. In questa cerimonia, il parroco lava i piedi ai fedeli. C’è un capovolgimento: quello che sembra il più grande deve fare il lavoro da schiavo, ma per seminare amore. Per seminare amore fra noi, io non vi dico oggi di andare a lavarvi i piedi uno dall’altro: sarebbe uno scherzo. Ma il simbolo, la figura sì: vi dirò che se voi potete dare un aiuto, fare un servizio qui, in carcere, al compagno o alla compagna, fatelo.

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GIOVEDÌ SANTO IN CARCERE
E’ l’esempio del Signore: Lui è il più importante e lava i piedi, perché fra noi quello che è il più alto deve essere al servizio degli altri. E questo è un simbolo, è un segno, no? Lavare i piedi è: “io sono al tuo servizio”. E anche noi, fra noi, non è che dobbiamo lavare i piedi tutti i giorni l’uno all’altro, ma che cosa significa questo? Che dobbiamo aiutarci, l’un l’altro. A volte mi sono arrabbiato con uno, con un’altra … ma… lascia perdere, lascia perdere, e se ti chiede un favore, fatelo. Aiutarci l’un l’altro: questo Gesù ci insegna e questo è quello che io faccio, e lo faccio di cuore, perché è mio dovere. Come prete e come vescovo devo essere al vostro servizio. Ma è un dovere che mi viene dal cuore: lo amo. Amo questo e amo farlo perché il Signore così mi ha insegnato. Ma anche voi, aiutateci: aiutateci sempre. L’un l’altro. E così, aiutandoci, ci faremo del bene.

GIOVEDÌ SANTO IN CARCERE
E oggi, in questa Messa, la Chiesa vuole che il sacerdote lavi i piedi di dodici persone, in memoria dei Dodici Apostoli. Ma nel nostro cuore dobbiamo avere la certezza, dobbiamo essere sicuri che il Signore, quando ci lava i piedi, ci lava tutto, ci purifica, ci fa sentire un’altra volta il suo amore. Nella Bibbia c’è una frase, nel profeta Isaia, tanto bella; dice: “Può una mamma dimenticarsi del suo figlio? Ma se una mamma si dimenticasse del suo figlio, io mai mi dimenticherò di te” (cfr 49,15). Così è l’amore di Dio per noi.
E io laverò oggi i piedi di dodici di voi, ma in questi fratelli e sorelle siete tutti voi, tutti, tutti. Tutti quelli che abitano qui. Voi rappresentate loro. Ma anch’io ho bisogno di essere lavato dal Signore, e per questo pregate durante questa Messa perché il Signore lavi anche le mie sporcizie, perché io diventi più schiavo di voi, più schiavo nel servizio della gente, come è stato Gesù.