“Maria, una ragazza normale”

7 giugno 2019

In studio, con Gennaro Ferrara, Cettina Militello, teologa, che con il suo ultimo libro “Maria con occhi di donna” (Edizioni San Paolo), prova a fare un bilancio sulla mariologia soprattutto dal Concilio in poi, fino ai problemi aperti e alle sfide di oggi.

PUNTATA INTEGRALE

UNA RAGAZZA NORMALE

Papa Francesco: da quando è nata fino all’Annunciazione al momento dell’incontro con l’angelo, con Dio, è una ragazza normale, è una ragazza di oggi, una ragazza, non posso dire di città perché lei non era nella citta, ma in un paesino, normale, normale, educata normalmente, aperta a sposarsi, a fare una famiglia. Poi c’è una cosa della Madonna che immagino, amava le scritture, conosceva le scritture, una ragazza che aveva fatto la catechesi ma dal cuore l’aveva fatta, familiare alle letture, poi dopo questo momento nel quale è annunciato la concezione di Gesù una donna normale. Quella di Maria è la normalità, una donna che qualsiasi donna di questo mondo può dire ma io posso imitare Maria, perché normale. Non aveva nella sua vita cose strane, normale, così me la immagino, normale, anche il suo matrimonio verginale, casto in quella cornice della verginità è stato un matrimonio normale, lavoro, fare le spese, fare le cose della casa, educare il figlio aiutava il marito, normale!

ABBIAMO BISOGNO DELLA MADRE

Nella vita frammentata di oggi, dove rischiamo di perdere il filo, è essenziale l’abbraccio della Madre. C’è tanta dispersione e solitudine in giro: il mondo è tutto connesso, ma sembra sempre più disunito. Abbiamo bisogno di affidarci alla Madre. Nella Scrittura ella abbraccia tante situazioni concrete ed è presente dove c’è bisogno: si reca dalla cugina Elisabetta, viene in soccorso agli sposi di Cana, incoraggia i discepoli nel Cenacolo… Maria è rimedio alla solitudine e alla disgregazione. È la Madre della consolazione, che con-sola: sta con chi è solo. Ella sa che per consolare non bastano le parole, occorre la presenza; e lì è presente come madre. Permettiamole di abbracciare la nostra vita. Nella Salve Regina la chiamiamo “vita nostra”: sembra esagerato, perché è Cristo la vita (cfr Gv 14,6), ma Maria è così unita a Lui e così vicina a noi che non c’è niente di meglio che mettere la vita nelle sue mani e riconoscerla “vita, dolcezza e speranza nostra”. 

LA CHIESA È DONNA

“L’importante è che la Chiesa sia donna, che abbia questo atteggiamento di sposa e di madre. Quando dimentichiamo questo, è una Chiesa maschile, senza questa dimensione, e tristemente diventa una Chiesa di zitelli, che vivono in questo isolamento, incapaci di amore, incapaci di fecondità. Senza la donna, la Chiesa non va avanti, perché lei è donna. E questo atteggiamento di donna le viene da Maria, perché Gesù ha voluto così”.

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