“La profezia di Chiara Lubich”

16 gennaio 2020

A cento anni dalla nascita di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei focolari, “Il Diario” racconta la sua missione, la sua spiritualità e la sua profezia, in studio con Gennaro Ferrara: Anna Maria Rossi, focolarina e curatrice della mostra “Chiara Lubich città mondo” e Diego Goller, uno dei primi giovani a seguirla negli anni Cinquanta.

PUNTATA INTEGRALE

 

Papa Francesco, “Una città nello spirito del Vangelo”
Chiara Lubich ha sentito da Dio la spinta a far nascere Loppiano – e poi le altre cittadelle che sono sorte in varie parti del mondo – contemplando, un giorno, l’abbazia benedettina di Einsiedeln,
è stata spinta a dar vita a qualcosa di simile, in forma nuova e moderna, in sintonia col Vaticano II, a partire dal carisma dell’unità: un bozzetto di città nuova nello spirito del Vangelo.

Papa Francesco, “Cos’è l’economia di comunione”

Economia e comunione. Due parole che la cultura attuale tiene ben separate e spesso considera opposte. Due parole che voi invece avete unito, raccogliendo l’invito che venticinque anni fa vi rivolse Chiara Lubich, in Brasile, quando, di fronte allo scandalo della diseguaglianza nella città di San Paolo, chiese agli imprenditori di diventare agenti di comunione. Invitandovi ad essere creativi, competenti, ma non solo questo. L’imprenditore da voi è visto come agente di comunione. Nell’immettere dentro l’economia il germe buono della comunione, avete iniziato un profondo cambiamento nel modo di vedere e vivere l’impresa. L’impresa non solo può non distruggere la comunione tra le persone, ma può edificarla, può promuoverla. Con la vostra vita mostrate che economia e comunione diventano più belle quando sono una accanto all’altra. Più bella l’economia, certamente, ma più bella anche la comunione, perché la comunione spirituale dei cuori è ancora più piena quando diventa comunione di beni, di talenti, di profitti.

Omelia a Santa Marta: “La compassione di Gesù”

La compassione coinvolge, viene dal cuore e coinvolge e ti porta a fare qualcosa. Compassione è patire con, prendere la sofferenza dell’altro su di sé per risolverla, per guarirla. E questa è stata la missione di Gesù. Gesù non è venuto a predicare la legge e poi se ne è andato. Gesù è venuto in compassione, cioè a patire con e per noi e a dare la propria vita. È tanto grande l’amore di Gesù che la compassione lo portò proprio ha portato fino alla croce, a dare la vita.
L’invito del Papa è di ripetere “questa piccola frase”: “Ne ebbe compassione”, Gesù – spiega Francesco – “è capace di coinvolgersi nei dolori, nei problemi degli altri perché è venuto per questo, non per lavarsene le mani e fare tre, quattro prediche e andarsene”, è accanto a noi sempre.

 
IN EVIDENZA:

Diego Goller: “Il dialogo per Chiara Lubich”

Anna Maria Rossi: “La prima esigenza di Chiara Lubich”