Il Diario di papa Francesco: centenario della nascita di papa Wojtyla, Mons. Rino Fisichella, padre Arturo Sosa e Don Fabio Rosini

dal 18 al 22 maggio 2020

LUNEDI’18 MAGGIO – CENTENARIO DELLA NASCITA DI PAPA WOJTYŁA

Il diario apre la nuova settimana con ospiti in studio Mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e il giornalista e scrittore Luigi Accattoli.
L’occasione propizia nasce dalla ricorrenza dei cento anni dalla nascita di San Giovanni Paolo II. Fisichella e Accattoli sono stati testimoni della vita e del ministero del papa polacco.
Presentare tutto il magistero di Giovanni Paolo II non è impresa facile. Nell’arco di quasi ventisette anni di pontificato questo grande Papa Santo, ha lasciato ben quattordici Encicliche e tantissimi altri documenti, costituiti da esortazioni apostoliche, lettere, motu proprio, catechesi e omelie. A tal proposito, Mons. Fisichella ha scritto un libro per le Edizioni San Paolo, dal titolo “Dentro di me il tuo nome – La teologia di Giovanni Paolo II”.
Questo volume, per la prima volta, propone una sintesi, chiara e completa, dell’insegnamento di Giovanni Paolo II. Lo fa essenzialmente a partire dalle Encicliche che l’autore, all’epoca uno dei collaboratori più vicini a Karol Wojtyła, rilegge da un’originale e interessante prospettiva. Come ben espresso in un verso, ≪dentro di me il tuo nome≫, di una delle sue ultime opere poetiche, Trittico romano, Giovanni Paolo II era convinto che nell’intimo di ognuno, credente o meno, ci sia una presenza familiare che suscita curiosità, desiderio, nostalgia del nome di Dio. Per questo egli ha indicato sempre ≪Gesù quale via principale della Chiesa e di ciascun uomo≫, perché Cristo è l’uomo nuovo a cui guardare.

MARTEDI’ 19 MAGGIO – VEDO LA NOTTE CHE ACCENDE LE STELLE, SENTIERI IN TEMPI DI PANDEMIA

Martedì 19 maggio il Diario accoglie tre autori di razza: i teologi Stella Morra e Marco Ronconi e il filosofo Vincenzo Rosito. In tempo di pandemia quest’ultimi hanno dato vita, insieme ad altri intellettuali come Giuseppe Bonfrate, Manuela Terribile e Marcello Neri ad un e-book per la EDB dal titolo “Vedo la notte che accende le stelle”. Tutti gli autori sono coinvolti a vario modo nel Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” della Pontificia Università Gregoriana che attraverso la pratica del pensare insieme, cerca
di farsi carico delle sfide dell’intelligenza cristiana della vita e delle culture che la abitano.
Il titolo di questo piccolo libro si ispira a un verso di Rainer Maria Rilke, la cui prima spiegazione sarebbe da cercare in quel pensiero di Van Gogh che, sopraffatto da un terribile bisogno usciva fuori, di notte, a dipingere le stelle.

La pandemia del Covid19 ci ha messi di fronte a un evento traumatico che ci costringe a un nuovo apprendistato: ragione, lavoro, relazione, vicinanza, sicurezza, democrazia, povertà, disabilità – ma anche fede, Chiesa, spiritualità, sacramenti, prossimità – sono ancora lì, ma non sono come prima. Il nostro tempo si è interrotto, una frattura si è instaurata. Ci scopriamo feriti là dove nemmeno immaginavamo. Affamati di parole che abbiano il coraggio di affrontare la radicalità del presente, non vogliamo disperdere il pianto e i timori di questo momento. Non si tratta di inventare narrazioni consolatorie, ma di cercare parole che sappiano dire i processi mentre vengono vissuti, e contribuire, per quel che possiamo, a «svegliare l’aurora».
La notte che avvolge questo tempo difficile è, nell’evidenza, necessaria – se attraversata senza fughe – a poter vedere le stelle, che sono il riflesso dei sentieri che queste pagine vorrebbero offrire.

MERCOLEDI’ 20 MAGGIO – UDIENZA GENERALE

Per riascoltare ed approfondire la Catechesi dall’Udienza Generale del mercoledì e analizzare i passaggi più salienti che il Santo Padre pronuncerà in Piazza San Pietro, incontro in studio con padre Arturo Sosa SJ, Superiore Generale della Compagnia di Gesù e padre Camillo Ripamonti SJ, Presidente del Centro Astalli.

Entrambi ci aiuteranno poi a decifrare il Rapporto annuale 2020. Un anno di attività e servizi in favore di richiedenti asilo e rifugiati.

Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, di cui il centro Astalli è la sede italiana, compie quest’anno 40 anni. Nato dall’intuizione di padre Pedro Arrupe oggi accompagna milioni di migranti forzati in 56 paesi nel mondo.
Dalla lettura del Rapporto si evince un aumento delle vulnerabilità e precarietà cui corrispondono difficoltà maggiori nel vedersi garantiti i diritti basilari.
Parole come “Integrazione” e “Inclusione sociale” sono ambiti in cui il Centro Astalli continua ad investire con determinazione. Infine, emerge dalla lettura del Rapporto l’impegno costante di operatori e volontari nella costruzione di una società aperta e plurale, in cui i migranti possano divenire dono e non ostacolo o pericolo.

GIOVEDI 21 MAGGIO – I MISSIONARI E IL CORONAVIRUS NEL MONDO

Il Diario, per ascoltare il cuore di chi ha lasciato tutto per seguire Cristo, giovedì 21 maggio si collega, in tempo di Coronavirus, dall’Amazzonia con Sr. Laura Valtorta missionaria dell’Immacolata – Pime e membro dell’Equipe Itinerante che opera grazie ai gesuiti in aiuto degli indigeni nella Foresta al confine con il Brasile, Perù e Bolivia, e da New York con padre Angelo Plodari, missionario scalabriniano, parroco al Greenwich Village della chiesa della Madonna di Pompei e da poco divenuto Provinciale per il continente americano per la costa atlantica dal Canada sino al Venezuela.
Sr. Laura e padre Angelo ci racconteranno della loro missione in questo Tempo Forte, dove gli ultimi della terra soccombano alla pandemia per mancanza di cure, per povertà endemica e per reiterate ingiustizie sociali.

VENERDI 22 MAGGIO – L’ARTE DI GUARIRE

Il diario chiude la settimana con Don Fabio Rosini, 58 anni, sacerdote romano dal 1991, scrittore, e attualmente Direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma.
Rosini è stato parroco e incaricato della pastorale interna per i dipendenti della RAI. Musicista prima di entrare in seminario, ha conseguito la Licenza in Sacre Scritture presso il Pontificio Istituto Biblico.
Con e per i giovani che la Provvidenza gli ha messo sul cammino, ha iniziato nel 1993 il percorso sul Decalogo e sui conseguenti Sette Segni del Vangelo di Giovanni, che ha poi condiviso con tanti sacerdoti in Italia e all’estero.
Collaborando con coppie sposate e sacerdoti, don Fabio ha vissuto varie altre esperienze di educazione cristiana, non ultimi i corsi vocazionali e i corsi di preparazione remota e prossima al matrimonio.
Commenta regolarmente il Vangelo domenicale per la Radio Vaticana da più di dieci anni e anche per il settimanale Famiglia Cristiana. Collabora con L’Osservatore Romano. Tiene il corso su “Il potere comunicativo della Bibbia” presso la Pontificia Università della Santa Croce.

Nel nuovo volume, edito per la San Paolo, dal titolo “L’arte di guarire”, Rosini propone un cammino personale (e perciò universale) di guarigione della vita interiore e affettiva.
La guida è una donna malata di duemila anni fa, l’emorroissa, che si incontra nel capitolo quinto del Vangelo di Marco, e della quale si analizza il processo di guarigione paradigmatico e simbolico.
Un viaggio suddiviso in tre tappe – diagnosi, guarigione e vita sana duratura – in cui si procede sulla base di domande utili, da farsi al cospetto di Chi ci vuole bene, per lasciare che Lui doni pian piano le risposte.
Il segreto della diagnosi è identificare i sintomi degli atteggiamenti tortuosi che produciamo nella nostra esistenza, per gettare luce sulle falsità che portiamo nel cuore. E a quel punto inizia l’avventura vera e propria: parte da un suono che arriva al nostro orecchio, la voce di qualcuno che parli di Gesù, e che faccia sgorgare in noi il desiderio di “toccarlo” per stabilire un contatto con Lui. Così facendo si sperimenta la potenza che esce da Lui, ossia la sua Vita che ci può rigenerare. Una volta guariti si è in grado di chiamare per nome “tutta la verità”, perché si è alla Sua presenza.
Il punto di arrivo del viaggio è capitalizzare la saggia arte di guarire, che è un assetto sano di vita: ossia, stare dentro un processo costante di cura di sé e camminare nella pace, facendo umilmente i conti con le nostre fragilità.