Lunedì seconda serata

A Dozulé si progettò una gigantesca “Croce Gloriosa” (738 metri, braccia da 123) pensata come segno luminoso visibile da lontano per la “salvezza del mondo”, ma non venne mai costruita. Negli anni, però, in vari Paesi comparvero improvvisamente le “Croci d’Amore”, repliche in scala 1:100, alimentando anche in Italia il “mistero delle croci bianche” per l’anonimato di chi le innalzava e per le motivazioni. A cinquant’anni di distanza, il Dicastero vaticano per la Dottrina della Fede ha chiuso il caso dichiarando definitivamente non soprannaturale il fenomeno delle presunte apparizioni, mettendo fine a una vicenda segnata da devozione, raccolte fondi, toni apocalittici e teologie alternative che promettevano salvezza senza sacramenti né mediazione della Chiesa.

18 Febbraio 2026