13 agosto, Santi martiri Ponziano e Ippolito

Ippolito giunse a Roma quando Papa era san Zefirino (199-217) e accusò il pontefice di debolezza nel contrasto delle eresie del tempo. Quando Zefirino morì e come suo successore venne eletto Callisto (217-222), Ippolito si ribellò e accettò di essere eletto da una schiera di seguaci, divenendo antipapa e ritenendosi rappresentante della vera Chiesa. Lo scisma si protrasse durante i pontificati di sant’Urbano I (222-230) e di Ponziano (230-235).

Nel 235 Massimino il Trace succede all’imperatore Alessandro Severo e mostra subito la sua avversione al cristianesimo e in particolare verso il clero. Il nuovo imperatore fa deportare in Sardegna sia papa Ponziano sia Ippolito, condannandoli ai lavori forzati nelle miniere. Ippolito, colpito dalla carità di Ponziano e dal suo amore ecclesiale in quella prova estrema, tornò in comunione con la Chiesa, indicando di seguire il Papa legittimo.