Giuseppe Conte, poeta e traduttore

Giuseppe Conte è una delle voci più alte della nostra poesia, traduttore raffinato, romanziere, un intellettuale come ce ne sono pochi, capace di ragionare sulle grandi domande dell’uomo e riscoprire la presenza del mito, del sacro, della natura. Il suo ultimo romanzo racconta la storia di un cavaliere genovese (la Liguria è la sua terra, reale e d’elezione), che prese Gerusalemme, portando nella sua città il sacro catino in cui Gesù spezzò il pane nell’ultima cena. I senza cuore è un thriller, un giallo storico fascinoso, con tutti gli ingredienti dell’avventura e del mistero che rendono appassionante una storia: un novello Ulisse, il Graal, i pirati, un dèmone che assassina le sue vittime con ferocia, l’Oriente e l’Occidente che convivono. Contemporaneamente, Conte pubblica l’ennesima raccolta di poesia, Non smetterò di scrivere sul mare: specchio dell’umano, slancio verso l’infinito. Una poesia che si radica nel mito e nel sacro, ambiti trascurati da una letteratura spesso intimistica, che non sa più testimoniare e svolgere il suo ruolo di resistenza, di sprone.