Pierluigi Castagnetti ospite di #SOUL

È Pierluigi Castagnetti l’ospite della puntata di “SOUL” su Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre, 18 di TvSat, 140 di Sky, in streaming su www.tv2000.it). A colloquio con Monica Mondo, l’ultimo segretario del Partito Popolare Italiano racconta i primi passi mossi in politica, la fine della Democrazia Cristiana, il suo rapporto con il politico e il sacerdote, don Giuseppe Dossetti, di cui è stato amico e allievo.
In trenta minuti, Castagnetti parla del PD di Matteo Renzi (“Non è più la Balena Bianca. E’ bene che si sappia che quel partito era nato in un contesto storico che non c’è più”) e del ruolo dei cattolici in politica. “La difficoltà di chi l’ha fatta guidato dall’ideologia – spiega – è quella di capire che il mondo è sempre in movimento e sfugge alle ideologie che ti hanno formato; la tradizione cristiana non è ideologica, ma di principi intorno a cui costruire risposte sempre contemporanee; è una tradizione di grande libertà, che ti consente di essere presente nel tempo che vivi”.

L’uomo che è stato tra i fondatori della Margherita indica quali sono “le caratteristiche della tradizione culturale e politica cristiana: la centralità della persona, l’economia sociale di mercato, l’invenzione dell’unità politica europea”. “Certo – puntualizza – quando il leader della Germania era Kohl era un conto, un altro è la Merkel. Kohl proveniva da questa tradizione, ci credeva, ne era protagonista insieme ai democristiani italiani. La Merkel viene da un’altra storia, la nostra l’ha dovuta imparare”.
Da parlamentare, nel ’91, fu tra i pochi a votare contro l’intervento armato in Iraq; oggi, riguardo alle tensioni in Libia afferma: “Siamo davanti alla possibile vigilia di un altro intervento armato. L’importante è non farsi prendere dalla fretta, dalla superficialità, dal dilettantismo”. A guidare una possibile coalizione nel Mediterraneo, aggiunge, “non dev’essere l’Italia. Non per trascuratezza o codardia, ma perché noi abbiamo ragioni storiche. Meglio se è un paese islamico, l’Egitto, l’Algeria. Noi saremo della partita, per evitare che l’Isis diventi un pericolo ancora maggiore per tutta l’umanità”. In una riflessione sull’importanza del dialogo con il mondo musulmano, cita don Dossetti: “ai tempi della guerra in Iraq si rammaricava che ci sarebbe stata certamente una risposta, una reazione terribile, perché quelle sono popolazioni con una memoria lunghissima e una capacità di vendetta proiettata nel tempo”.

Amico del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, (“Non è un po’ “orso”, è siciliano, molto riservato, discreto, ma nei rapporti personali anche molto simpatico”), Castagnetti confessa a SOUL di avere, in quanto uomo di politica a tempo pieno, un solo rammarico: “Capita spesso che i politici vengano denigrati, ma non si considera mai come l’attività politica, che sostanzialmente prende la persona sette giorni su sette, la toglie anche alla sua famiglia; è un rammarico di tutti quelli che fano seriamente politica, ma te ne accorgi soprattutto quando viene a mancare il compagno o la compagna della tua vita”. In chiusura, il suo modo di intendere la fede che, spiega, “non è consolazione davanti al dolore personale e del mondo; la fede, diceva Moro, è uno sguardo, una gerarchia da dare alle cose partendo da un significato.”