Paolo VI, card. Re: “Dimissioni ? Aveva paura di essere bloccato dalla malattia”

“Paolo VI aveva la preoccupazione di restare bloccato dalla salute e non avere le forze necessarie per svolgere il suo compito. Le lettere di dimissioni le ha scritte proprio per questo”. Lo ha detto il prefetto emerito della Congregazione per i vescovi, il cardinale Giovanni Battista Re, in un’intervista a Tv2000 e InBlu Radio in occasione della canonizzazione del beato Paolo VI che sarà trasmessa il 14 ottobre all’interno dello speciale del ‘Diario di Papa Francesco’ in occasione della canonizzazione dei due beati Paolo VI e Mona. Romero.
“Le lettere di dimissioni – ha aggiunto il card. Re – le ha scritte proprio per questo. Scrisse una lettera dicendo: ‘Se si dovesse verificare la condizione in cui io non riesca più a svolgere sufficientemente il mio compito di Papa, consegno le dimissioni’. Quindi la prima lettera era per dare le dimissioni. La seconda lettera era rivolta al Segretario di Stato vaticano in cui chiedeva di riunire tutti i cardinali a Roma affinché accettassero le sue dimissioni. Queste due lettere io le ho lette e ricevute in mano da Giovanni Paolo II, erano nel cassetto della sua scrivania. Quando anche Giovanni Paolo II si stava avvicinando agli 80 anni anche lui si pose il problema. Così mi consegnò queste due lettere. Ma lui diceva: “La Provvidenza mi ha chiamato e non voglio interrompere la sua volontà’. Giovanni Paolo II voleva che fosse la Provvidenza a decidere per lui”.
“Montini – ha proseguito il card. Re – era grande nel privato, non aveva il dono delle folle come Giovanni Paolo II o anche Papa Francesco. Era bravissimo nei colloqui personali. Aveva una finezza e una cordialità veramente grande. Si notava una bontà d’animo e il desiderio di fare del bene”.
“L’accusa che si rivolgeva a Paolo VI di essere un Papa indeciso e amletico – ha ribadito il card. Re – è completamente falsa. Sentiva la responsabilità di essere Papa davanti a Dio quindi prima di prendere le decisioni voleva assicurarsi e approfondire ogni aspetto. Era lento nel prendere le decisioni ma non perché fosse indeciso ma perché voleva avere tutti gli elementi di giudizio. Voleva sentire anche quelli che la pensavano diversamente. È stato un Papa prudente e non indeciso”.