Intervista di Paolo Borrometi per il Tg2000. Il sociologo: “Bisognerebbe renderle pubbliche ed europee. Draghi ? lavoro eccellente ma alla Bce della crescita – per statuto – non importa nulla”

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Roma, 14 novembre 2018. “Le società di rating sono private e americane”. Lo ha detto il sociologo ed eurodeputato Pino Arlacchi in un’intervista di Paolo Borrometi per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000. Arlacchi, considerato una delle massime autorità mondiali in tema di sicurezza umana e criminalità organizzata, ha messo l’accento sui padroni dell’attuale sistema finanziario. 
“C’è un punto di vista americano, che non è il nostro, sui fatti dell’economia – ha aggiunto Arlacchi – ma c’è soprattutto un interesse privato dei padroni di queste società che spesso li porta a realizzare profitti con previsioni sballate ed esagerate partendo da piccole preoccupazioni che esistono già nei mercati e amplificandole a dismisura. Loro così ci investono al rialzo o al ribasso e fanno montagne di soldi. Bisognerebbe rendere le società di rating pubbliche ed europee rendendole anche più serie e credibili. Di questo non se ne parla. Hanno perso gran parte della loro credibilità durante la crisi di 10 anni fa quando hanno dimostrato di aver sballato tutte le loro previsioni”.
“Nei limiti del suo mandato Draghi – ha proseguito Arlacchi – ha svolto un lavoro eccellente nell’interesse dell’Europa e del suo mandato. Quest’ultimo è stato proprio il problema. La Banca centrale europea è l’unica banca centrale del pianeta che ha come unico mandato quello della stabilità dei prezzi. A loro interessa soltanto tenere l’inflazione al di sotto del 2%. Della crescita dell’economia non gli porta nulla perché è fuori del loro mandato. La riforma delle riforme da fare nel sistema europeo è quella di ampliare il mandato della banca centrale europea verso il contributo allo sviluppo”

 

14 Novembre 2018