Suicidio assistito, mons. Russo: “Cattolici in Parlamento agiscano per evitare la deriva”
Il segretario generale della Cei a Tv2000: “Spero che si riescano a mettere tutti i possibili paletti”.

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Roma, 1 ottobre 2019. “L’auspicio è che i cattolici che agiscono in Parlamento ma anche tutte le persone di buona volontà facciano di tutto affinché questo pronunciamento non apra la strada ad una deriva”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, a Tv2000 commentando il pronunciamento della Corte Costituzionale sul suicidio assistito.
“La posizione della Chiesa – ha sottolineato mons. Russo a Tv2000 – nasce dal presupposto che noi vogliamo promuovere la vita. Il pronunciamento della Corte Costituzionale mette in discussione la cultura della vita” e “spero che si riescano a mettere tutti i possibili paletti”.

 

Scuola, mons. Russo: “Crocifisso? Da Fioramonti parole avventate”
Il segretario generale della Cei a Tv2000: “E’ un simbolo che non offende nessuno. Suoi valori sono segno identitario della nostra cultura”.

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Roma, 1 ottobre 2019. “Ogni tanto qualcuno usa questo segno di comunione in modo divisivo. Spero che si rifletta su ciò che è stato detto in modo avventato. In questo momento abbiamo bisogno di questi simboli. Il crocifisso non fa male e non offende nessuno. È assolutamente un segno positivo”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando le parole del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti in merito al crocifisso fuori dalle aule scolastiche.
“Dalle dichiarazioni del ministro – ha sottolineato mons. Russo – emerge una contraddizione. Quando Fioramonti parla di una scuola laica probabilmente vuole mettere in evidenza dei valori che il crocifisso racchiude completamente. Sono valori di tolleranza, di pace, di condivisione e accoglienza che appartengono non solo alla fede ma costituiscono attraverso questo simbolo un segno identitario della nostra cultura. Milioni di persone che vivono in Italia sono fortemente legate a questo simbolo che è soprattutto un simbolo di pace riconosciuto da tutti”.
“Io vengo dalle Marche – ha ricordato mons. Russo a Tv2000 – un territorio colpito dal terremoto. Sono rimasto impressionato da come la gente è attaccata ai simboli religiosi. Anche persone che non hanno necessariamente un’esperienza di fede riconoscono nel crocifisso un segno di civiltà. Pretendono che oltre alle case vengano ricostruite anche le chiese. Sono luoghi che rappresentano la nostra civiltà. Il Cristianesimo ha intriso la nostra civiltà di questi segni che sono positivi per tutti”.

1 Ottobre 2019