Soul: il poeta Giuseppe Conte e l’antropologo Fiorenzo Facchini

sabato 17 e domenica 18 gennaio

Il 18 gennaio a Soul, alle 20.50, Giuseppe Conte, una delle voci più alte della nostra poesia, traduttore raffinato, romanziere, un intellettuale come ce ne sono pochi, capace di ragionare sulle grandi domande dell’uomo e riscoprire la presenza del mito, del sacro, della natura. Il suo ultimo romanzo racconta la storia di un cavaliere genovese ((la Liguria è la sua terra, reale e d’elezione), che prese Gerusalemme, portando nella sua città il sacro catino in cui Gesù spezzò il pane nell’ultima cena. I senza cuore è un thriller, un giallo storico fascinoso, con tutti gli ingredienti dell’avventura e del mistero che rendono appassionante una storia: un novello Ulisse, il Graal, i pirati, un dèmone che assassina le sue vittime con ferocia, l’Oriente e l’Occidente che convivono. Contemporaneamente, Conte pubblica l’ennesima raccolta di poesia, Non smetterò di scrivere sul mare: specchio dell’umano, slancio verso l’infinito. Una poesia che si radica nel mito e nel sacro, ambiti trascurati da una letteratura spesso intimistica, che non sa più testimoniare e svolgere il suo ruolo di resistenza, di sprone.

90 Anni, antropologo, paleontologo, accademico di fama, semplice sacerdote della sua Bologna. In tutti gli ambiti Fiorenzo Facchini è uomo amabile, geniale, umanamente affascinante. Coordinatore di progetti di ricerca per il MIUR, avventuriero sulle tracce dell’uomo nelle steppe remote dell’Asia, indagatore dei simboli che segnano la ricerca di Dio fin dalle epoche primitive, ha all’attivo decine di pubblicazioni di divulgazione scientifica e di pastorale attenta ai temi dell’etica suggeriti dalla modernizzazione. Dai ragionamenti sul fine vita alle diffuse e scientificamente errate teorie del gender, alla riduzione della persona a macchina, a modello per big data, Facchini mostra le evidenze, documenta la centralità dell’umano sempre, e la difesa appassionata della vita in ogni su istante e dal suo primo istante: non solo teoria, ma l’accudimento paterno di ammalati, persone con disagio e disabilità che popolano il quotidiano nella sua diocesi.
IL 19 gennaio alle 20.30 a Soul