I film e documentari religiosi per l’estate

ogni lunedì seconda serata

Santi, beati, martiri, luoghi di culto, papi, personaggi e racconti della Bibbia. Sono i film e i documentari in onda su Tv2000 (canale 28 DT e 157 Sky) dal 6 luglio ogni lunedì in seconda serata. Si parte con ‘A.D. La Bibbia continua’ (in onda anche il 13 luglio) seguito dal docufilm in prima visione tv ‘I giorni dei barbari’, sulla drammatica vicenda del vescovo slovacco Ján Vojtaššák. Poi i film: ‘La storia di Ruth’ (20 luglio) e ‘Giuseppe venduto dai fratelli’ (27 luglio); e i documentari: ‘rivisitare Nazareth’ (13 luglio), ‘Tutto sarà bene’ (20 luglio), Giovanni Paolo II. Una storia insieme’ (27 luglio).

Ecco la programmazione:

Ore 21.10
6 e 13 luglio A.D. La Bibbia Continua , di Roma Downey e Mark Burnett
20 luglio La Storia Di Ruth, di Henry Koster
27 luglio Giuseppe venduto Dai Fratelli, di Luciano Ricci
3 agosto Davide e Golia, di Ferdinando Baldi e Richard Pottier
10 agosto Fratello sole, sorella Luna, di franco Zeffirelli
17 agosto La tunica, di Henry Koster
24 agosto I Gladiatori, di Delmer Daves
31 agosto Le chiavi del paradiso, di John M. Stahl

Seconda serata
6 luglio
I giorni dei barbari: Vojtassak
dei registi Alberto Di Giglio e Luigi Boneschi

Arriva in prima visione tv il docufilm ‘I giorni dei Barbari –  Vojtaššák’ di Alberto Di Giglio e Luigi Boneschi. La pellicola che racconta la drammatica vicenda del vescovo slovacco Ján Vojtaššák (1877-1965) va in onda lunedì 6 luglio in seconda serata su Tv2000 (canale 28 Dt, 157 Sky).
Monsignor Vojtaššák fu vittima della repressione della Chiesa cattolica, e di tutte le religioni, operata tra gli anni 1940 e 1960 dal regime comunista. Sopravvissuto a 24 anni di prigionia, il vescovo, che era considerato una spia del Vaticano, subì torture terribili. Oggi è uno dei simboli della “Chiesa del silenzio”. È in itinere la sua causa di beatificazione.
Il docufilm, già proiettato con successo al Festival di Venezia, contiene materiali d’archivio inediti dell’Est europeo e testimonianze di studiosi dell’epoca, tra tutti la memoria storica della nazione slovacca, il cardinale Jozef Tomko.
Monisignor Vojtaššák è impersonato dall’ attore Milan Kasan, che lo racconta con bravura e sensibilità.

13 luglio
Rivisitare Nazaret
di Alberto Castellani

Nell’anno 680 dopo Cristo un vescovo franco di nome Arculfo trova riparo a Jona, piccola isola al largo della costa occidentale della Scozia. Reduce da un avventuroso viaggio compiuto in Terra Santa viene accolto dai monaci della locale abbazia. Qui incontra Adamnano, un monaco irlandese.
Arculfo ha modo di raccontare la sua esperienza di pellegrino e descrivere, con dovizia di particolari, i luoghi visitati,
Fa cenno anche al villaggio di Nazareth ed in particolare alla cosiddetta “casa della nutrizione”, la dimora dove la Sacra Famiglia avrebbe a lungo vissuto,.
Quella che autorevoli archeologi considerano come la possibile dimora natale di Gesù (la prudenza è d’obbligo) si presenta oggi come un edificio posto nei sotterranei del Monastero delle Suore di Nazareth a due passi dalla Basilica della Annunciazione .
Il luogo ha visto un succedersi di scavi iniziati nel 2006 e portati a termine nel 2015 .
Attualmente è in corso uno studio approfondito sui risultati della pregressa indagine archeologica.
Patrocinato dall’Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana ,il film intende dare riscontro alla lontana testimonianza maturata nell’isola di Jona e , più in generale, proporre una “ rivisitazione” archeologica della Nazareth del tempo di Gesà partendo dalle tracce offerte dalla Nazareth di oggi
Consulente è il prof. Ken Dark della Reading University che, d’intesa con il Palestinian Exploration Fund di Londra, ha realizzato studi accurati sl luogo,.
A tali contributi va ad aggiungersi la collaborazione della Biblioteca Nazionale di Vienna e quella del prof. Thomas O’Loughlin presidente di Catholic Theological Association of Great Britain e professore dell’Historical Theology University of Nottingham.

20 luglio
Tutto sarà bene
di Sara Binelli, con Beatrice Fazi

Inghilterra, 1373. Una donna di circa trent’anni decide di vivere la sua vita reclusa dentro le quattro mura di una cella, adiacente ad una chiesa. Oggi questo ci può apparire assurdo, ma molte erano le donne che in quel periodo in Europa sceglievano questa forma di vita religiosa “alternativa” al monastero, che paradossalmente garantiva loro una grande libertà interiore: di pregare, di studiare, di essere guide spirituali.
Ma Giuliana di Norwich non è una reclusa qualsiasi. Compie questa scelta infatti dopo aver ricevuto 16 “Rivelazioni”, al culmine di una grave malattia da cui sembrava non dovesse uscire viva. Il contenuto di queste rivelazioni fu messo per iscritto da lei stessa, in vent’anni di meditazione, in un libro, il primo testo scritto in lingua inglese da una donna: “Le Rivelazioni dell’Amore Divino”.
Perno di questo amore è la Passione di nostro Signore che, nei vividi racconti di Giuliana, raggiunge una delle sue rappresentazioni più dure. Così il volto di Giuliana esprime la pace di chi possiede Dio perché ha partecipato fino in fondo all’incommensurabile dolore della Sua Passione. Questo è il volto che lei offre dalle tre finestre della sua cella: una finestra sulla via per parlare, confortare, guidare la gente di Norwich e chi la viene a cercare da lontano, una finestra per le donne che l’aiutano e una finestra sul Tabernacolo della Chiesa.
La sua presenza nella cella della Chiesa di Saint Julian è storicamente attestata da un’altra donna sua contemporanea, Margery Kempe, autrice di un’autobiografia, che riporta parte dei colloqui avuti con lei.
La visione di Giuliana sconvolge per chiarezza e modernità: viene svelato, come forse mai prima, il volto misericordioso e materno di Dio nella seconda Persona della Trinità, tema che sei secoli più tardi verrà ripreso da Giovanni Paolo I: “Noi siamo oggetti da parte di Dio di un amore intramontabile. Sappiamo: ha sempre gli occhi aperti su di noi, anche quando sembra ci sia notte. E’ papà; più ancora è madre…” (Angelus, 10 Settembre 1978).
Benedetto XVI, durante l’udienza del 1 dicembre 2010, presentò la figura di Giuliana: “Giuliana di Norwich ha compreso il messaggio centrale per la vita spirituale: Dio è amore e solo quando ci si apre, totalmente e con fiducia totale, a questo amore e si lascia che esso diventi l’unica guida dell’esistenza, tutto viene trasfigurato, si trovano la vera pace e la vera gioia e si è capaci di diffonderle intorno a sé”.
“Tutto sarà bene” è una frase che ricorre spesso nelle rivelazioni e riassume bene la visione antropologica e teologica di Giuliana. Anche dal male, il peggiore che si possa immaginare, Dio trae il bene, persino dal peccato. E a confermare l’attualità di quanto Giuliana esprime ricordiamo come papa Francesco abbia indetto, a partire da novembre 2015, un giubileo dedicato proprio alla Misericordia di Dio.
La docufiction è arricchita con le interviste a suor Elizabeth Ruth Obbard, carmelitana, autrice di diversi saggi su Giuliana, lei stessa reclusa per alcuni anni ad Aylesford, nel Kent, a suor Pamela, che vive a Norwich proprio accanto alla chiesa di saint Julian, e alla prof.ssa Alessandra Bartolomei, dell’Università Gregoriana di Roma.

27 luglio
Giovanni Paolo II. Una storia insieme
di Monica Mondo

Documentario realizzato in occasione dei 100 anni dalla nascita di Papa Wojtyla, il 18 maggio 2020. con le testimonianze di coloro che, allora giovani, sotto la sua guida hanno cambiato la propria vita. Tra questi il direttore dell’Osservatore Romano, Andrea Monda, Gigi De Palo, Angela Ales Bello, i leader dei movimenti che Giovanni Paolo II esaltò come “soffio dello Spirito”, don Julian Carron, per Comunione e Liberazione, Giovanni Ramonda, per l’Associazione papa Giovanni XXIII, Ernesto Olivero del Sermig, il Movimento dei Focolari, Kiko Arguello per il Cammino Neocatecumenale, Chiara Amirante per Nuovi Orizzonti, Salvatore Martinez per Rinnovamento dello Spirito Santo. E ancora gli storici e filosofi amici: Andrea Riccardi e Rocco Buttiglione, padre Federico Lombardi e padre Raniero Cantalamessa, il rabbino dello storico incontro a Gerusalemme David Rosen, ma anche Ferruccio De Bortoli, Andrea Tornielli, Stefano Zamagni, Giuseppe De Rita, Jas Gawronski, Massimo Cacciari. Tutti, di papa Giovanni Paolo II, hanno qualcosa nel cuore e nella mente.

3 agosto
Caro Montini
Nel documentario le lettere dall’ archivio privato della famiglia e la ricetta della cotognata di Papa Montini inviata all’amica Teresa Menna il 15 settembre 1917.
Un ritratto personale, intimo e inedito dell’uomo Giovanni Battista Montini, attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto. I nipoti Chiara e Fausto ne raccontano gli affetti, l’infanzia e la giovinezza a Concesio, Brescia e Ponte di Legno. L’anziano Don Enrico Tosi la spiritualità: con lui si entra nella cattedrale di Brescia dove Montini fu ordinato sacerdote e nel santuario di Santa Maria delle Grazie dove celebrò la prima messa. Mons. Gaetano Bonicelli sottolinea come da arcivescovo segnò la vita di Milano e della comunità ambrosiana. Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa San Paolo, ricorda l’impegno politico e l’amicizia con Moro e si racconta in un’intervista più ampia a Soul sabato 12 ottobre ore 20.50. Gli ultimi mesi sono la summa del suo magistero e il compimento della santità: lo testimoniano le memorie dell’aiutante di camera Saverio Petrillo e le parole del “Pensiero alla morte”, il suo testamento.
‘Caro Montini’ di Monica Mondo, a cura di Antonella Becciu
Regia di Giampaolo Marconato.

10 agosto
Una sola moltitudine. Chiara e le clarisse
Vita e opere di santa Chiara d’Assisi, fondatrice dell’ordine delle clarisse. Nel documentario, che attraverso l’interpretazione di attori in costume ricostruisce fedelmente la vita della santa, spazio anche a testimonianze di sacerdoti, frati e soprattutto delle suore che oggi ne incarnano il carisma seguendo nella vita di tutti i giorni la via che santa Chiara ha tracciato nel Milleduecento.

17 agosto
Laura. Una vita straordinaria
Il 12 maggio 2013, Papa Francesco pronuncia davanti a una moltitudine di persone a Roma il nome di Laura Montoya: in quel momento la Colombia ha la sua prima Santa. Poco si conosce della sua vita e del suo lavoro; molti la percepiscono come una donna al servizio di Dio, ma Laura era molto di più, era una donna che ha combattuto instancabilmente per cambiare la concezione di un paese profondamente egoista e sessista. Infatti una Colombia devastata dalle guerre civili fa da scenario alla sua vita. cresce senza studi fino all’età di 16 anni quando entra nella “Normale de Institutoras” di Medellín, per studiare da maestra elementare diventando una persona colta nel suo tempo: pedagoga di valore, formatrice, scrittrice, mistica. Nel 1914, appoggiata da monsignor Maximiliano Crespo, vescovo di Santa Fe de Antioquia, fonda una famiglia religiosa: “Le Missionarie di Maria Immacolata e Santa Caterina da Siena”. In un momento del suo percorso come maestra, si sente chiamata a realizzare quello che lei chiamava “l’Opera degli indios” e promuove il gruppo delle “Missionarie catechiste degli indios”. La sua opera ruppe gli schemi, lanciando le donne come missionarie nell’avanguardia dell’evangelizzazione nell’America Latina. Morì a Medellín il 21 ottobre 1949.Attualmente le Missionarie lavorano in 19 paesi distribuite in America, Africa ed Europa.

24 agosto
Essere fuoco
Il documentario, il cui titolo richiama il fervore e il calore del Focolare, racconta Chiara Lubich nei suoi tratti più originali e attuali: il dialogo ecumenico e interreligioso, la costruzione di una politica al servizio del bene comune, l’economia di comunione, basata sulla ripartizione dei beni, non sul profitto. Questi tre volti di un carisma diverso, perché tutto femminile, prendono forma e vigore solo dalla fede. Il Movimento dei Focolari ha messo a disposizione di Tv2000 il ricchissimo repertorio di immagini che narrano Chiara Lubich nel tempo della giovinezza e della maturità. Molte le testimonianze, tra cui le voci di famiglie, studenti, imprenditori da Loppiano, prima cittadella del Movimento.
Documentario di Monica Mondo, a cura di Cecilia Pronti, regia Sofia Rinaldo.

31 agosto
Ersilio. Il Cardinal Tonini, i media come pulpito
Il documentario, prodotto da Edizioni Moderna con il Patrocinio dell’Arcidiocesi di Ravenna – Cervia, curato Roberto Vecchi e Nicola Montese e dallo scrittore Paolo Gambi, nasce da un’idea del giornalista Simone Ortolani e propone riflessioni e ricordi di personalità prestigiose religiose e laiche sull’azione ecclesiale, sociale e caritativa del Cardinale, tra i quali: Maurizio Costanzo, Bruno Vespa, Piero Chiambretti, Don Antonio Mazzi, Ferruccio de Bortoli.
“Un pezzo di pane, volersi bene e la coscienza netta”. Queste semplici parole sono la sintesi di vita del Cardinale Ersilio Tonini, uomo di profonda cultura, vescovo che ha voluto avvicinarsi ai lontani e prendersi cura degli ultimi, opinion leader capace di decifrare la complessità della società moderna globalizzata, grande comunicatore e giornalista amico di Enzo Biagi e di Sergio Zavoli.
Alla partecipazione a trasmissioni televisive con altissimi indici di ascolto, il Pastore di origini piacentine associava anche una grande attenzione alle missioni – dall’America Latina all’Africa -, ai problemi della tossicodipendenza e ai mali dell’anima dei giovani: espressioni, queste, di un dinamismo instancabile a favore degli altri che gli aveva meritato la stima dei Papi: del Beato Paolo VI, che lo elesse Arcivescovo di Ravenna, e di San Giovanni Paolo II, che lo invitò a predicare gli esercizi spirituali alla Curia Romana e che lo creò Cardinale.