Cinema, Massimo Cantini Parrini a Tv2000: “Ho imparato da mia nonna l’amore per i costumi”

venerdì 9 aprile ore 23.05

Intervista al candidato agli Oscar per i costumi del ‘Pinocchio’ di Garrone
“Il costume racconta di arte, di pittura, di architettura, del modo in cui ha vissuto la persona che l’ha indossato.
I miei maestri: Giorgetti, Tosi e Pescucci”

Roma, 8 aprile 2021. “Mia nonna lavorava in una sartoria a Firenze, e io tornando da scuola quasi tutti i pomeriggi mi fermavo lì da lei’. Lo racconta a Tv2000 Massimo Cantini Parrini, candidato all’Oscar per i costumi del “Pinocchio” di Matteo Garrone, protagonista della puntata di ‘Effetto Notte’, il rotocalco di informazione cinematografica, in onda venerdì 9 aprile alle 23.05.

“Per me era un mondo magico – aggiunge Cantini Parrini – Le stoffe che da bidimensionali, arrotolate su altre stoffe venivano trasformate in abiti, per un bambino era un po’ una magia. E questo legame per l’abbigliamento credo che nasca da lì, perché ho iniziato ad aprire gli armadi di famiglia e a chiedermi perché certi abiti erano stati conservati. Quindi per me il costume non è fine a se stesso ma racconta di arte, di pittura, di architettura, del modo in cui ha vissuto la persona che l’ha indossato”.

Cantini Parrini a Tv2000 parla anche degli inizi della carriera: “Ho studiato storia del costume con Cristina Giorgetti, che mi ha aperto a questo mondo meraviglioso, che già io da solo studiavo e con lei ho concretizzato. Al Centro Sperimentale l’incontro con Piero Tosi, che è stato il mio maestro e poi se è nata un’amicizia che è durata venticinque anni, fino alla sua morte. Tosi è stata la persona che mi ha aperto il mondo per fare questo mestiere: le sue lezioni non erano lezioni di costume ma dei racconti per introdurre l’allievo alla vita”.

Di Tosi ricorda anche l’episodio del giorno della prova di ammissione al centro sperimentale: “Alla prova pratica per l’ammissione al Centro Sperimentale io non sapevo disegnare – prosegue Cantini Parrini a Tv2000 – e lui si era imbufalito. Avevamo discusso. Tosi a un certo punto ha tirato fuori da sotto al tavolo una scatola di bottoni e me la rovesciata davanti chiedendomi di dire le epoche dei bottoni. Io iniziai a elencarle e lui disse che era stupito che una persona con quella cultura non sapesse disegnare”.

“Con la Sartoria Tirelli ho fatto tirocinio e ho incontrato Gabriella Pescucci e non mi sono più fermato. Ho fatto un percorso per me perfetto, ma non so se è stata fortuna o gli eventi e la passione portano a questo. Io – conclude a Tv2000 Massimo Cantini Parrini – mi reputo fortunato. Forse per aver avuto sempre una passione e traverso mia madre anche la possibilità di svilupparla, anche perché gli studi costavano. La fortuna arriva, ma poi la devi mantenere”.