Card. Pell a Tv2000: “Non mi sono mai sentito solo”

Soul - Sabato 29 maggio ore 20.50

Il cardinale australiano intervistato a Soul: “Da Papa Francesco e Benedetto XVI ho ricevuto un magnifico sostegno”
In onda sabato 29 maggio ore 20.50

Roma, 28 maggio 2021. “Non mi sono mai sentito solo, perché avevo la mia fede cristiana, ho sempre avuto il mio breviario per le preghiere della Chiesa e molto sostegno anche dalla mia famiglia, dai miei amici”. Lo afferma il cardinale George Pell ospite del programma ‘Soul’ in onda su Tv2000 sabato 29 maggio ore 20.50 e lunedì 31 alle 21 su InBlu2000. Il porporato, incarcerato con l’accusa di abusi sessuali su minori e prosciolto dall’Alta corte australiana, racconta a Tv2000 come ha vissuto quei momenti.
“Ho ricevuto un magnifico sostegno – ricorda il card. Pell – da Papa Benedetto, da Papa Francesco, dall’arcivescovo di Sidney, dall’arcivescovo di Melbourne. Non mi sono mai sentito solo, mai”.
Nella lunga intervista con Tv2000 il card. Pell affronta anche il rapporto tra soldi e Chiesa: “La Chiesa deve avere dei soldi per gestire le scuole, gli ospedali, e gestire il Vaticano stesso. Gesù ha detto molte cose sui soldi, capiva la situazione dei soldi”. Riferendosi alla parabola dei talenti, il card. Pell commenta: “Gesù ha dato a qualcuno un talento, cinque talenti, dieci talenti, ma ha rifiutato quello che non ha usato bene i talenti, che voleva farci dei soldi con quei talenti. Quindi Gesù è stato molto chiaro fin dall’inizio, Che bisogna avere un ritorno dei soldi, però bisogna stare attenti a come si vive questa situazione”.
“Per un sacerdote – conclude il card. Pell – ci sono due grandi sfide, per Madre Teresa sono il denaro e il sesso. Lei ha detto: ‘La più grande sfida è il denaro, che è una grande tentazione’. Ma io mi ricordo anche che Margaret Thatcher ha detto che se il buon samaritano non avesse avuto il denaro non avrebbe potuto aiutare l’uomo che era stato picchiato. Io non sono contrario al denaro, neanche Gesù era contrario al denaro. Lui era contrario all’avidità e al cattivo uso del denaro”.