‘Voci dal silenzio’. Un viaggio lungo la penisola italiana per raccontare l’esperienza eremitica. Storie di uomini e di donne che cercano di recuperare il senso profondo di sé e della vita attraverso un percorso intimo e solitario.

Frutto di un lungo viaggio lungo la penisola, il documentario raccoglie le storie dei nuovi eremiti italiani. Le loro testimonianze, costruite nel silenzio e nel raccoglimento, diventano un invito a prendere coscienza della responsabilità che abbiamo nei confronti degli altri, di noi stessi e della natura circostante, suggerendo nuove strade e nuovi modi di abitare il mondo.

<em>Regia di Joshua Wahlen, Alessandro Seidita</em>
<em>Con: fra Bernardino, Giancarlo Bruni, fra Cristiano, F. Dalmasso, Padre Daniele, P. Lentini, M. Simonetta, Suor Mirella, Suor Paola, Swami Atmananda e Fréderic Vermorel</em>

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FRA BERNARDINO
Vive da quasi trent’anni in un antico convento, la Romita di Cesi, immerso in un paesaggio boschivo situato a 800 metri d’altezza sul monte di Torre Maggiore, nel comune di Terni. Furono le pietre del rudere a “parlargli” durante la prima visita; da quel momento, fra Bernardino comprese che le macerie della Romita avrebbero ripreso l’antico
splendore per mano sua, avviandone un restauro che durò oltre un ventennio.
Oggi più che ottantenne, fra Bernardino vive con un branco di pastori maremmani, cura un grande orto e un pollaio, che garantiscono la sussistenza, e offre ospitalità a tutti i pellegrini che ne fanno richiesta.

FRA CRISTIANO
Eremita francescano, ex medico in zone di guerra, fra Cristiano vive nell’er emo di Sa nt a Ma ria Maddalena, sui monti di Zeri, nell’Alta Lunigiana. Lì, in un silenzio animato dalla vocazione, scolpisce la pietra, traduce testi sacri dal greco e dall’ebraico, cura l’orto, ripulisce i sentieri del bosco, offre accoglienza ai pellegrini e svolge le funzioni
liturgiche per la piccola comunità locale.

SUOR MIRELLA
E’ stata ricercatrice all’università Sorbona di Parigi dal 1977 al 1989. Dopo essere stata consacrata monaca eremita diocesana, fonda l’Eremo dell’Unità, trasferendosi nella sua terra d’origine, la Calabria. Mirella dipinge icone, studia i testi antichi e offre conforto e sostegno spirituale alla piccola comunità del paese. D’ispirazione benedettina e
con uno sguardo rivolto ai monasteri ortodossi e all’UfUicio Bizantino, Suor Mirella è animata dal desiderio ecumenico di superare le distinzioni teologiche che hanno creato separazioni all’interno delle Chiese. Anche per questo rivolge costantemente libri, lettere e preghiere ai fratelli d’oriente.

GIANCARLO BRUNI
Monaco dell’Eremo di San Pietro alle Stinche, nel Chianti. Profondamente legato alla Uigura di Giovanni Vannucci, di cui riporta in vita parole e ideali. Figura di grande carisma, Bruni è considerato uno dei maggiori biblisti viventi. Pur non essendo eremita in senso stretto, Padre Giancarlo è intimamente legato all’esperienza del silenzio e
della solitudine, elementi che considera vitali per riscoprire la propria identità profonda.

SUOR PAOLA
È la prima eremita donna presente nella diocesi di Saluzzo. Vive in un ex essicca t oio per l e ca st a gne trasformato in eremo, distante pochi chilometri dal monastero Dominus Tecum di Pra’d’mill. Prima di stabilirsi in quei luoghi, aveva vissuto in famiglia, con un marito e delle Uiglie.
Anche per questa sua esperienza familiare, Suor Paola offre oggi sostegno alle giovani coppie e alle famiglie che chiedono conforto.

FRÉDÉRIC VERMOREL
Di origini francesi e con una laurea in scienze politiche, Frédéric arriva a Sant’Ilarione nel 2003, al termine di un lungo percorso all’interno di alcune comunità monastiche in Francia, in Italia, in Belgio e in Brasile. Frédéric è un attento osservatore dei nostri tempi e nutre una profonda passione per gli studi teologici e filosofici. Nel suo eremo
custodisce una biblioteca di duemila volumi e traduce testi filosofici in diverse lingue, a riprova di quanto la ragione possa essere uno strumento incisivo nel discernimento spirituale.

MAURIZIO
In paese lo chiamano il pazzo del Aiume, poiché incapaci di cogliere la sensibilità di un animo gentile. Diciotto anni fa Maurizio costruì con le proprie mani una dimora sulle sponde di un Uiume, in un punto in cui la portata delle acque oscilla di parecchi centimetri.
Qui Maurizio coltiva delle particolari
forme di religiosità : comunica con Dio attraverso le rocce, gli alberi e l’acqua e, animato da una sensibilità francescana, cura, dialoga e da mangiare agli animali del luogo. Il suo eremo è internamente rivestito in legno, decorato con suggestive incisioni a fuoco che crea personalmente.

SWAMI ATMANANDA
Vive nell’ eremo dell’ Armonia primigenia, a Cerva, da trent’anni senza denaro ed elettricità. Pietro Bucciotti, detto Swami Atmananda è un ex pugile e un ex idraulico. Dopo aver viaggiato a lungo in Nepal e in India, rientra in Italia e incontra Don Milani, iniziando un percorso monastico a Camaldoli. Al termine di qu est a su a esperienza
comunitaria, decide di trasferirsi in Calabria e cominciare un percorso solitario. Esperto di UilosoUia orientale, è lui stesso, oggi, a deUinirsi un eremita indo-cristiano, poiché, nella sua ricerca, attinge pienamente ad entrambe le tradizioni spirituali.

PIETRO
Vive in una solitudine estrema nel cuore delle montagne umbre, lontano chilometri dal primo centro abitato. Il suo eremo, privo di acqua corrente e di elettricità, altro non è che una vecchia casupola di pastori che lui stesso ha restaurato. Nella pace di questi monti suona il Ulauto traverso, legge la Bibbia, svolge lavori artigianali e offre conforto spirituale a
tutti coloro che si avventurano Uino alle porte dell’eremo.

FRANCO
Franco, detto Politica, negli anni ’70 studiava e lavorava in tipograUia. In quel periodo soffriva di continui e violenti attacchi d’asma. Poi, a causa delle pessime condizioni di salute, decide di abbandonare tutto e ritirarsi nei boschi, animato dal desiderio di sperimentare un rapporto più autentico e profondo con la natura. Da 40 anni vive nel rudere di una casa di
montagna, imparando a nutrirsi di piante ed erbe selvatiche e dormendo sempre all’aperto, anche nelle rigide giornate invernali. Queste sue scelte, apparentemente estreme, gli han permesso d’instaurare un rapporto simbiotico con la natura e di mantenere intatti gli aspetti più genuini e puri del proprio animo.

19 Maggio 2022