Retroscena: il teatro racconta l’odissea dei migranti nel Mediterraneo
La tragedia e l’odissea dei migranti arriva a teatro con il “docu-spettacolo” A place of safety – Viaggio nel Mediterraneo centrale. Nella nuova puntata di Retroscena il racconto dell’esperienza vissuta dalla compagnia bolognese Kepler-452 che ha deciso di imbarcarsi su una nave che fa ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale, la Sea-Watch 5, per documentare ciò che accade a pochi chilometri dalle coste italiane e dar vita a una drammaturgia collettiva che porta in scena un mondo di esperienze e punti di vista diversi, quello dei soccorritori a quello dei salvati, i feriti dalla vita e dalla società. Questo e altro a Retroscena – I segreti del teatro, il programma di Michele Sciancalepore in onda martedì 15 aprile in seconda serata su TV2000.
“Quando viene comunicato alle persone soccorse che non saranno mai fatti rientrare in Libia e verranno portati in un “place of safety” – un posto sicuro – parte un’ovazione, sono tutti felici, tu con loro, ma poi li guardi e pensi: ‘Adesso per voi comincerà un nuovo viaggio altrettanto difficile, non finisce qui’”. Con queste parole di Enrico Baraldi e Nicola Borghesi – della compagnia Kepler-452, che dal 2015 ha scelto di far irrompere la realtà nel teatro – ha inizio la nuova puntata di Retroscena dedicata al “docu-spettacolo” A place of safety – Viaggio nel Mediterraneo centrale, frutto di un’esperienza diretta di Baraldi e Borghesi a una missione di salvataggio a bordo della Sea-Watch 5 per cinque settimane nell’estate del 2024 in cui sono stati soccorsi 156 migranti sbarcati poi nel “posto sicuro”, il “place of safety” per l’appunto, ovvero il porto di La Spezia. Su un palco che evoca il ponte della nave, con proiezioni video che documentano le varie fasi della missione (dalla preparazione alla partenza, dall’intervento di soccorso a nord della Libia al viaggio verso il “place of safety”, lo sbarco e la successiva ripartenza) Nicola Borghesi condivide parole incisive, in parte come diario di bordo, in parte come diario personale, insieme a chi ha dedicato la vita al soccorso in mare ed è stato testimone di eventi vertiginosi. In scena dunque un mondo di esperienze e punti di vista diversi, dubbi, paure e confusione. Ma in questa immersiva esperienza, Nicola ed Enrico hanno ricavato anche un paio di certezze: “In mare siamo tutti fuori posto – ammette Borghesi – anche per chi fa soccorso il mare è un luogo ostile e chiunque va in mare si fa straniero”. “Quando ci si trova davvero di fronte a un naufragio – soggiunge Baraldi – anche in chi vede le migrazioni come un fenomeno da respingere, prevale l’umanità e la legge del mare, ovvero che ogni vita è una vita e ogni vita vale».
A seguire, l’appuntamento con la “sand artist” Gabriella Compagnone e infine la rubrica W il teatro, con i trailer teatrali degli appuntamenti della scena italiana selezionati da Retroscena.
10 Aprile 2025