Renzo Arbore si racconta a Tv2000.
La vita, l’ironia e l’anno di depressione in cui non sopportava neanche la musica

Intervista con Paola Saluzzi a L’Ora solare
Puntata speciale in onda giovedì 29 gennaio ore 12.20
«Ho avuto la depressione per un anno. Non sopportavo la musica, la pizza, il pomodoro. Tutto quello che mi piace nella vita. Poi per fortuna è passata». Renzo Arbore lo racconta con la sua consueta sincerità, senza retorica né drammatizzazioni, ospite de L’Ora Solare, il programma di Tv2000 condotto da Paola Saluzzi, che per l’occasione è andata a trovarlo nella sua casa romana. Una puntata speciale in onda giovedì 29 gennaio ore 12.20.
Una casa che è molto più di un’abitazione: un viaggio nella memoria. Tra memorabilia, strumenti musicali, fotografie, ricordi di viaggi e passioni coltivate in Italia e nel mondo, Arbore si muove come dentro la sua stessa biografia. Indossa uno dei suoi iconici gilet e ripercorre una vita densissima, fatta di musica, televisione, cinema, cultura, umorismo, amicizie e affetti profondi.
Non si celebra, in certi momenti anzi è schivo, su affetti e qualche mancata gratitudine. Ricorda il libro-intervista “Mettetevi comodi. Vita, peripezie e tutto il resto” fatto con Andrea Scarpa, caporedattore Spettacoli de Il Messaggero: un titolo che è già un invito al sorriso e all’ascolto, come se il grande uomo di spettacolo che ha rivoluzionato il varietà radiofonico e televisivo fosse ancora dietro a un microfono.
Con Paola Saluzzi Arbore parla dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, ricevuta dal Presidente Sergio Mattarella «quando stavo un po’ giù», un riconoscimento arrivato in un momento delicato, quello della depressione, quasi a ricordargli il valore di un percorso unico nella storia dello spettacolo italiano.
C’è il jazz, grande amore di sempre, e c’è la canzone napoletana: «Ho cominciato come ammiratore di Roberto Murolo», racconta. Una passione che si intreccia con le città della sua vita: Foggia, dove è nato; Napoli, città di elezione e del cuore, «la città più bella del mondo»; e Roma, dove vive da anni.
A Foggia oggi esiste “Casa Arbore”, su tre piani: «Ci saranno tutte le mie collezioni, ma come arredamento, perché non è un museo ma uno spazio culturale». Un modo per restituire alla sua terra ciò che la sua curiosità instancabile ha raccolto nel tempo.
Arbore parla delle amicizie che hanno segnato la sua carriera e la sua vita: Gegè Telesforo, Nino Frassica, Luciano De Crescenzo, Marisa Laurito. Ricorda con affetto Ugo Porcelli, il suo autore storico: «Lui prende appunti e fa diventare vere le cose che dico», e rievoca quando inventarono le indimenticabili Sorelle Bandiera.
C’è spazio per la famiglia: quattro figli, il padre medico, la madre Giuseppina, che lo ha educato a dire grazie. E per la laurea in Giurisprudenza, mai utilizzata in un’aula di tribunale, ma tornata utile quando si è trovato coinvolto in due processi, uno per il film Papocchio e uno per Cacao Meravigliao, sponsor immaginario di “Indietro tutta”.
C’è la rivoluzione di Alto Gradimento, che ha cambiato per sempre il varietà radiofonico, arrivata dopo Bandiera Gialla, altro programma culto, entrambi firmati con Gianni Boncompagni. E c’è la sua presenza oggi sul web, con RenzoArboreChannel.it, un canale gratuito, pensato per continuare a condividere musica e memoria.
E poi l’Orchestra Italiana, con i suoi 1640 concerti in trent’anni in tutto il mondo, le numerose cittadinanze onorarie – da Osimo a Milano, da Palermo a Napoli fino a New Orleans – e l’impegno come testimonial della Lega del Filo d’Oro, portato avanti da tanti anni con discrezione e costanza.
Immancabile il racconto su Padre Pio: un amico chiese al futuro santo quale mestiere avrebbe fatto Arbore. «Facesse che vole», rispose inizialmente. Poi, incalzato, aggiunse: «Facesse l’avvocato». «Non ci ha azzeccato», commenta Arbore sorridendo.
Commuove il ricordo di Mariangela Melato, il grande amore della sua vita, assistita durante la malattia: «Dal 2007 al 2013 sono stati tutti giorni di palpitazioni di cuore».
Non è finita. Renzo Arbore è un uomo che attraversa intere generazioni: i giovani lo riscoprono persino su TikTok, mentre lui guarda avanti. Tra i progetti, una biografia a puntate: «Una biografia sorridente, non seria».
26 Gennaio 2026