Referendum, Di Pietro: “Pm come il becchino: deve arrivare dopo il reato”

L’ex Pubblico ministero del Pool di Mani Pulite a Tv2000: “Il sorteggio dei componenti dei Csm non è sconfitta per la democrazia. Il giudice risponde alla legge e non alla corrente di appartenenza o alla politica”
“Il pubblico ministero, mi spiace dirlo, è come il becchino: deve arrivare dopo il reato, non può arrivare prima”. Lo afferma l’ex Pubblico ministero del Pool di Mani Pulite, Antonio Di Pietro a Tv2000 ospite del programma ‘Di Bella sul 28’ condotto da Antonio Di Bella, in merito al Referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo.
“Ai miei tempi, nei tempi di Mani Pulite, – ricorda Di Pietro – si cercava chi aveva commesso un reato, mentre adesso si cerca molto spesso se qualcuno mediaticamente esposto ha commesso un reato. C’è una bella differenza”.
“Il sorteggio dei componenti dei due Csm non è una sconfitta per la democrazia. Il Consiglio Superiore della Magistratura – sottolinea Di Pietro – è un organo di garanzia, non è un organo rappresentativo, sta lì per rappresentare i nostri interessi, non quelli della corrente ideologica di appartenenza dei magistrati. Ecco perché il sorteggio avviene soprattutto fra persone già qualificate perché hanno vinto un concorso, hanno superato una preselezione. E poi col sorteggio essendo tutti qualificati allo stesso modo vanno a rappresentare al Consiglio Superiore della Magistratura non gli interessi della corrente politica di appartenenza, ma gli interessi del cittadino. E decidono secondo scienza e coscienza”.
“Attualmente all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura – conclude Di Pietro a Tv2000 – ci sono gli stessi magistrati che essendo stati eletti dalla corrente di appartenenza rispondono alle esigenze della corrente di appartenenza. A mio avviso il giudice deve essere coperto solo dalla legge, non dalla corrente di appartenenza, perché il giudice risponde alla legge e non alla politica”.
18 Marzo 2026