Retroscena: Ascanio Celestini in “Poveri Cristi”
Ascanio Celestini in “Poveri Cristi” è l’ospite di Retroscena – I segreti del teatro, il programma di Michele Sciancalepore in onda martedì 31 marzo in seconda serata su TV2000. Lo spettacolo è un viaggio catartico tra le “piaghe” della storia e della società contemporanea. Il narratore romano si fa voce di un’umanità immanente e dolente, dove la figura di Gesù non scende dal cielo ma “sale dalla terra” per confondersi con gli ultimi. Un’occasione per riscoprire, proprio nei giorni della Passione, la santità quotidiana di chi lotta per restare al mondo.
La nuova puntata accende i riflettori su “Poveri cristi”, progetto nato dall’indagine di Ascanio Celestini nei territori dell’emarginazione. Dalle baracche dell’Acquedotto Felice al Quadraro, il racconto trasforma il palco in un luogo di risarcimento morale per chi è condannato all’anonimato attraverso un “incrocio di sguardi” con le periferie esistenziali. La narrazione non è lineare, ma un elenco infinito di volti. Al centro della scena domina una porta, confine simbolico tra visibile e invisibile che invita a immaginare “tutto quello che non si vede”. La ricerca di Celestini affonda le radici nell’eredità di Don Roberto Sardelli, il “prete dei baraccati” che scelse la vita nelle catapecchie per dare dignità agli ultimi. Celestini definisce i suoi protagonisti “santi”, richiamando la “santità della porta accanto” di Papa Francesco. Il miracolo quotidiano è quello di chi riesce a essere “il migliore del circondario” nonostante la povertà. La sua lingua, pur sembrando colloquiale, è un raffinato artificio teatrale volto a restituire verità ai corpi e ai nomi. Attraverso le lenti di Bonhoeffer e Camus, l’autore rivendica un’utopia “accessibile”: l’impegno concreto nel “salvare i corpi” e chiedere giustizia per i nuovi “poveri cristi”, come Giulio Regeni. La sfida è superare la “cultura dello scarto”, accogliendo le storie degli altri come proprie. Non a caso l’affabulatore romano confida a Michele Sciancalepore: «Bisogna ricordare il nome dei morti, per poterlo seppellire nel cuore dei vivi».
Al termine della puntata la “sand artist” Gabriella Compagnone e la rubrica W il teatro, con i trailer teatrali degli appuntamenti della scena italiana selezionati da Retroscena.
26 Marzo 2026