Nella puntata di Retroscena – I segreti del teatro il programma di Michele Sciancalepore in onda martedì 10 marzo in seconda serata su TV2000, l’universo onirico di KR70M16 – Naufrago senza nome, l’ultima sfida civile di Saverio La Ruina autore e regista “costruttore di memoria”. Un viaggio necessario tra i chiaroscuri della coscienza e del Mediterraneo, dove il palcoscenico diventa l’unico luogo capace di trasformare un numero arido in un nome, una storia, un’identità ritrovata.

La nuova puntata di Retroscena accende i riflettori su un’opera che sfida l’anestetica assuefazione verso le tragedie del mare. Saverio La Ruina, con una “leggerezza tragica”, porta in scena la storia di Karamu, un sedicenne il cui corpo è stato catalogato dalla burocrazia come un semplice acronimo: KR70M16 (il titolo dello spettacolo) composto da KR (Crotone), 70 (settantesimo corpo ritrovato), M (maschio), 16 (età presunta). In un cimitero etereo dove le lapidi sono solo segni disegnati in tempo reale, La Ruina mette in scena un confronto audace tra due abissi: l’Olocausto e l’attuale ecatombe dei migranti. Lo spettacolo vede Karamu interagire con il dottor Schwarz, uno psicanalista vittima della Shoah, in una “sfida alla sofferenza” che interroga profondamente la nostra coscienza occidentale. A Michele Sciancalepore, il regista e drammaturgo lucano svela la genesi dolorosa del progetto: «Ho scritto questo dialogo nel 2019. Noi occidentali conosciamo molto bene le sofferenze che ci riguardano da vicino ma siamo molto poco interessati a capire quelle lontano da noi». La Ruina sottolinea la disparità nel trattamento del dolore, notando come per noi la macchina dell’elaborazione del lutto sia efficiente, mentre svanisce di fronte ai migranti. Senza urla, ma con “amara dolcezza”, l’autore affronta anche il tema dell’accoglienza gestita: «Capisco chi teme il flusso migratorio perché vive già in un contesto sociale difficile. Capisco meno chi vive nella sua bolla abbiente». La puntata esplorerà come il teatro possa ancora essere una “palestra di misura”, capace di far riaffiorare la verità di chi, prima di annegare, grida il proprio nome sperando che qualcuno lo memorizzi.

Al termine della puntata l’appuntamento con la “sand artist” Gabriella Compagnone che anche quest’anno realizza in esclusiva per noi le sue emozionanti creazioni sulla sabbia e infine la rubrica W il teatro, con i trailer teatrali degli appuntamenti della scena italiana selezionati da Retroscena.

5 Marzo 2026