A Retroscena Alessandro Bergonzoni, il funambolo della parola, presenta lo spettacolo ‘Arrivano i dunque’
Alessandro Bergonzoni è il protagonista della puntata di Retroscena – I segreti del teatro, in onda martedì 14 aprile in seconda serata su TV2000. Ospite di Michele Sciancalepore, l’artista bolognese – funambolo della parola e “cercatore di vastità” – presenta il suo ultimo spettacolo, Arrivano i dunque: un viaggio oltre i confini del linguaggio comune, dove il neologismo si fa arma civile per abbattere i muri dell’indifferenza e risvegliare il nostro corpo spirituale.
Il “palcoscenico” di Retroscena ospita questa settimana l’universo visionario di “Arrivano i dunque”, l’opera con cui Alessandro Bergonzoni alza l’asticella del suo impegno artistico e antropologico, trasformando il teatro in un laboratorio di smantellamento del reale dove si mette all’incanto il verso delle cose. Al centro dello spettacolo emerge il concetto cardine di “Crealtà”: non una fuga virtuale o un semplice divertimento, ma una realtà aumentata dalla creatività che si innesta sul presente per deformarlo e rigenerarlo. Per Bergonzoni, la parola è un atto di nascita (l’aramaico “abracadabra”) necessario per non accettare una dimensione sola e raggiungere la metamorfosi, rifiutando un’esistenza vissuta come una banale “merenda”. Il racconto si snoda attraverso un’analisi spietata della contemporaneità, denunciando un Occidente che rischia di farsi “Uccidente”. L’artista punta il dito contro la viltà del silenzio e le torture inflitte ai popoli migranti, condannando un sistema che, dopo aver prosciugato territori con il colonialismo, nega ogni “Erasmus culturale” e pratica il “genio-cidio”, ovvero l’uccisione della parte artistica e sovrumana presente in ogni individuo. In questo scenario, i “dunque” non sono semplici congiunzioni, ma ineludibili nodi etici che ci mettono con le spalle al muro: è il momento di congiungersi e di elevarsi, smettendo di far mentire il corpo allo spirito. Punto focale della riflessione è la riscoperta di una santità laica e universale. Citando la “santità della porta accanto” di Papa Francesco, Bergonzoni la sottrae al dogma per restituirla all’umano come potenziale sensoriale inespresso. Non si tratta di vivere con l’aureola, ma di risvegliare quel 90% di corpo spirituale che lasciamo inerte. L’appello conclusivo è un invito a una speleologia verso l’alto, a un’operazione di ricerca che ci renda finalmente responsabili: «Per fare penitenza non c’è bisogno di nessuno che ci comandi, siamo noi che dobbiamo chiedere a noi stessi di non essere complici della carneficina» confida Bergonzoni.
Al termine della puntata l’appuntamento con la “sand artist” Gabriella Compagnone e con la rubrica W il teatro, con i trailer teatrali degli appuntamenti della scena italiana selezionati da Retroscena.
13 Aprile 2026