A Retroscena Pamela Villoresi e il regista Valerio Binasco
Pamela Villoresi, interprete di straordinaria sensibilità, e il regista Valerio Binasco, firma tra le più autorevoli del teatro contemporaneo, sono i protagonisti della puntata di Retroscena – I segreti del teatro in onda martedì 28 aprile in seconda serata su TV2000, condotto da Michele Sciancalepore, che indaga il mondo del teatro attraverso i suoi protagonisti e i processi creativi. Al centro, lo spettacolo “Circle Mirror Transformation“, scritto dal Premio Pulitzer Annie Baker: un’opera che trasforma un ordinario corso di recitazione per dilettanti in un viaggio ipnotico nelle crepe dell’esistenza, dove il minimalismo dei gesti rivela lo tsunami delle emozioni umane.
La puntata si addentra nelle atmosfere rarefatte di “Circle Mirror Transformation”, un testo che il regista Valerio Binasco definisce “gassoso”, capace di padroneggiare magistralmente l’arte del non detto. Ambientato in una palestra del Vermont, lo spettacolo segue un gruppo di cinque personaggi che, attraverso bizzarri esercizi teatrali finiscono per spogliarsi delle proprie maschere quotidiane. In questo microcosmo, lo stesso Binasco dà corpo a James, un uomo misterioso che nasconde una profonda sconfitta interiore dettata da quello che lui definisce “quel dio cattivo che è il tempo”. Come racconta il regista a Michele Sciancalepore, il cuore dell’opera non è nella trama esplicita, ma in ciò che accade prima e dopo le scene: «È una finta dispersione che ci fa smarrire, ma una volta dentro ci si trova a tu per tu con il tema mai espresso nettamente: la lotta delle persone contro la solitudine nel gioco del teatro». Protagonista di questo percorso è Pamela Villoresi nel ruolo di Marty, l’insegnante di origini tedesche che guida il gruppo con una precisione psicologica d’acciaio. Accanto a lei, l’apporto di attori come Andrea Di Casa contribuisce a dare verità a queste vite ordinarie, dove ogni silenzio e ogni esercizio apparentemente banale preparano lo “tsunami” emotivo finale. Villoresi, in una prova di sottrazione minimalista “da cinema”, accetta la sfida di un ruolo misurato, lontano dalla sua natura vulcanica, lavorando sulla compressione dei movimenti e su un complesso accento straniero. Come spiega l’attrice, Marty mette tutti davanti alla propria verità, anche quando è doloroso: «Tutto quello che chiediamo alla vita è di avere qualcuno che ti stia vicino. Lo spettacolo finisce con il brano “Stand by me”: ognuno ha voglia che gli altri ascoltino la propria storia». Un invito, dunque, ad arrendersi all’evidenza dei sentimenti e alla necessità del contatto umano.
Al termine della puntata l’appuntamento con la “sand artist” Gabriella Compagnone che anche quest’anno realizza in esclusiva per noi le sue emozionanti creazioni sulla sabbia e infine la rubrica W il teatro, con i trailer teatrali degli appuntamenti della scena italiana selezionati da Retroscena.
23 Aprile 2026