In esclusiva le telecamere del Tg2000 filmano gli oggetti religiosi e politici sottratti all’Etiopia durante il periodo coloniale italiano e oggi conservati nei depositi del Museo delle Civiltà (MUCIV) di Roma.

Sono 1.500 i manufatti di carattere religioso e politico sottratti all’Etiopia durante il colonialismo italiano e oggi custoditi nei depositi del Museo delle Civiltà (MUCIV) di Roma. Tv2000 pubblica le immagini inedite di questi oggetti. Le telecamere del Tg2000, entrate in esclusiva nel Museo delle Civiltà grazie al lavoro del giornalista Antonello Carvigiani, mostrano bibbie, croci, turiboli, ombrelli cerimoniali, mantelli e copricapi da prete, messali, pastorali, bastoni istoriati e il mantello di Ras Tafari: oggetti che raccontano una storia di razzia e silenzio durata quasi un secolo, spogliazioni sistematiche perpetrate dal governo coloniale fascista.
Nel maggio 1937, le truppe italiane del generale Maletti perpetrarono uno dei più gravi crimini del colonialismo italiano: la strage di Debre Libanos, durante la quale centinaia di monaci e pellegrini ortodossi furono massacrati per rappresaglia. Le truppe italiane razziarono anche i beni delle due Chiese del monastero. Oggetti sacri e anche quattro mitre di metallo dorato, probabilmente corone imperiali. Oggetti di cui i monaci ortodossi copti chiedono la restituzione.
“Abbiamo oggetti di natura sacra – spiega a Tv2000 Rosa Anna Di Lella, curatrice collezioni ex museo coloniale del MUCIV – quindi oggetti che molto probabilmente arrivano e sono stati raccolti in Etiopia, in monasteri o luoghi legati alla chiesa ortodossa copta. Purtroppo, i dati di archivio di cui disponiamo e le ricerche che abbiamo finora realizzato non ci permettono di attribuire con certezza e sicurezza la provenienza di questi oggetti dai monasteri di Debre Libanos”.
Il MUCIV sta lavorando per cercare di tracciare l’origine e la storia dei 1.500 oggetti sottratti in Etiopia durante il periodo coloniale e custoditi nei suoi depositi. Beni di natura religiosa ma anche di natura politica come il mantello di Ras Tafari.
Le quattro corone imperiali razziate a Debre Libanos furono esposte alla fine degli anni Trenta al museo coloniale, poi portate via dai nazifascisti e recuperate dai partigiani. Tre di esse non sono sparite, come si ipotizzava.
“Le corone – rivela a Tv2000 Rosa Anna Di Lella – tornano nelle collezioni dell’ex museo coloniale e poi vengono restituite all’Etiopia negli anni Cinquanta”.
Nel museo, anche i dipinti sottratti nella Chiesa di San Giorgio e nel parlamento di Addis Abeba. Un accordo del ‘56 stabiliva la restituzione dei beni all’Etiopia. Qualcosa è stato fatto ma non tutto.

16 Giugno 2026