Il card. Pietro Parolin ospite di #Soul. Domenica 24 maggio alle 11.30 e alle 20.30

Sarà il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, l’ospite di #Soul di domenica 24 maggio alle ore 11.30 e alle 20.30. Monica Mondo incontrerà un talento dello studio e della diplomazia, nonostante il suo carattere schivo. E’ il primo ministro del Papa, il suo braccio destro. Nello splendore del Palazzo Vaticano, si presenta con la semplicità del clergyman e della sua gentilezza, di un’umile disponibilità a raccontarsi. “Se pensate che interessi, che sia utile…Comincio dicendo che sono e vorrei rimanere fino all’ultimo un prete” dice nell’intervista che è disponibile nel sito di #Soul.

Già da bambino, nella sua Schiavon, voleva diventare sacerdote, giocava a celebrare la Messa coi suoi fratelli, con gli amici. “Per me la scelta di diventare sacerdote è stata naturale, è nata in famiglia ed è maturata un po’ nella parrocchia e nel seminario. Fin da piccolo, non mi sono mai pensato in un ruolo, in una vita diversa se non quella del prete… le ricordo un episodio: ero appena entrato in seminario, nel ’69, e sul nostro mensile, Chiesa Viva, mi fecero scrivere un articolo sulle prime impressioni . Io scrissi che pensavo si pregasse molto di più e questo suscitò una forte reazione da parte del vescovo, che mi fece chiamare dal rettore, che mi disse “ Come puoi dire questo, che in seminario non si prega?” Misi un po’ di agitazione, diciamo…”. Aveva la vocazione del monaco! Non l’avrebbe immaginato di certo, di diventare Segretario di Stato. Ma sua mamma ha chiosato, alla sua nomina, che se l’avevano scelto è perché qualcosa di buono la saprà pur fare. “Lo credo anch’io, qualche cosa di buono la so fare ed è tutto merito del Signore che mi ha dato dei doni e dei talenti…”. La scelta del Papa non è neppure dovuta a una conoscenza particolare, a una lunga frequentazione: “Bergoglio l’avevo incontrato, ma sempre a livello di lavoro, mentre io ero sottosegretario della sezione per i Rapporti con gli Stati, forse un paio di volte avevamo trattato qualche questione riguardante l’Argentina, ma al di là di questo nessun contatto, forse mi conosceva un po’ di nome.”