Tv2000, mons. Galantino: “Sensibilità ecclesiale significa anche riconoscere gli sbagli”

Roma, 22 luglio 2015 – “Molti pensano che avere sensibilità ecclesiale significa avere un sentire che ti fa appartenere fortemente alla Chiesa tanto di non essere più capace di vedere quello che c’è di male all’interno della Chiesa. La sensibilità ecclesiale significa anche avere il coraggio di dire ‘io sto sbagliando’”. Lo ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Nunzio Galantino, a “Il Diario di Papa Francesco” su Tv2000.

“Sensibilità ecclesiale – ha aggiunto mons. Galantino – significa sentirsi veramente Chiesa di Cristo e la Chiesa non si può sentire tale se non ha vigilanza su se stessa. C’è una sensibilità ecclesiale che chiede di fare delle scelte di chiarezza, di pulizia, di interventi seri al nostro interno. Il Papa parla di sensibilità ecclesiale che non mi fa stare comodo al posto mio ma significa avere lo sguardo e la sensibilità di Cristo. Se vedo che c’è corruzione, la sensibilità ecclesiale non significa ‘stiamoci zitti tutti quanti’ ma significa prendere posizione. Molte volte nella nostra Chiesa e tra noi ecclesiastici c’è questa tentazione di pensare che su alcune cose meglio stare zitti e non parlare. Non c’è niente di più ipocrita e di più anti-evangelico che questo”.
“Dobbiamo essere Chiesa – ha proseguito mons. Galantino – come Cristo ci vuole, non come Chiesa che si è fatta la sua casetta con gli schemini. E tutto quello che succede all’esterno non mi tocca. Quando ci sono comportamenti che sono contro il Vangelo dentro la Chiesa, dice il Papa, la sensibilità ecclesiale non è quella di metterci un copri miserie ma è quella di chiamare per nome le cose, senza fare i terroristi o i kamikaze. Bisogna guardare in faccia con tenerezza chi sbaglia e dire ‘guarda che tu stai sbagliando’ senza prenderlo a calci ma dicendogli ‘forse stai sbagliando ma rimettiamoci in cammino’. Questa è la sensibilità ecclesiale”.

 

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