Papa, mons. Becciu: “Cuba e Usa hanno firmato disgelo davanti al Segretario di Stato Vaticano”

“Concretamente sono venuti qui in Segreteria di Stato per porre le firme nei due rispettivi documenti davanti al Segretario di Stato quasi come garante della parola che si erano scambiati tra loro”. Così il sostituto della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Angelo Becciu, già nunzio a Cuba, in un’intervista esclusiva al telegiornale di Tv2000, ha rivelato un particolare dell’accordo di disgelo diplomatico tra Usa e Cuba.
“Il Papa ha incantato i rappresentati del popolo cubano e americano”, ha proseguito mons. Becciu, perché “sono loro che hanno chiesto al Pontefice di farsi garante di questo desiderio di parlarsi, dialogare e incontrarsi”.
“L’azione diplomatica, parola che va al di là del significato tradizionale, – ha spiegato Becciu – è intesa nel senso di uomo e leader che si è impegnato con la sua parola, il suo carisma conquistando i due capi di Stato. Loro hanno chiesto espressamente che il Papa li aiutasse. In questo il Papa non si è tirato indietro. Poi lui si è servito di alcune persone perché potessero portare a compimento il desiderio del dialogo e dell’incontro”.

Viaggio Papa, mons. Becciu: “Su embargo speriamo voto positivo Congresso Usa”
Santa Sede sempre contraria all’embargo a Cuba

Roma, 18 settembre 2015 – “Il Papa spenderà alcune parole in favore della revoca dell’embargo e continuerà ad incoraggiarli. Ma c’è già la determinazione del presidente degli Stati Uniti, ora si aspetta il voto del Congresso e si spera che sia positivo. Non si può continuare così. Per 50 anni hanno sofferto a causa dell’embargo”. Lo ha detto il sostituto della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Angelo Becciu, già nunzio a Cuba, in un’intervista esclusiva al telegiornale di Tv2000.
“La Santa Sede – ha aggiunto mons. Becciu – si è sempre espressa contro l’embargo sia a Cuba come in altri Paesi. Perché chi soffre sono i poveri e il popolo, non tanto gli altri. Per cui sarebbe veramente ora che si sollevasse questo divieto e difficoltà per il popolo cubano che ha sofferto troppo a causa di queste limitazioni”.

Viaggio Papa, mons. Becciu: “Francesco consoliderà nuovo clima tra Cuba e Chiesa”

Roma, 18 settembre 2015 – “Penso che la visita di Papa Francesco consoliderà ancora di più questo nuovo clima che si è creato tra il governo cubano e la Chiesa”. Lo ha detto il sostituto della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Angelo Becciu, già nunzio a Cuba, in un’intervista esclusiva al telegiornale di Tv2000.
“Sappiamo che con la visita di Giovanni Paolo II – ha ricordato mons. Becciu – ci fu come atto concreto il riconoscimento del Natale come festa civile, riconosciuta dalla nazione. Con Benedetto XVI venne riconosciuto come festa civile addirittura il venerdì santo. Adesso con Papa Francesco possono accadere tante cose ma sarà una conferma del nuovo clima che si è instaurato nei rapporti tra Chiesa e Stato”.
“Quando mi trovavo lì  – ha raccontato mons. Becciu – avvenne un fatto molto importante ed eloquente del nuovo clima tra Chiesa e Stato. Ci fu la liberazione di 130 detenuti politici. La Chiesa cattolica fu incaricata come mediatore tra il governo e i detenuti, con grande meraviglia di tutti i diplomatici e anche della Comunità internazionale. Si chiesero come mai lo Stato cubano che aveva avuto difficoltà per tanti anni con la Chiesa si fosse rivolto all’istituzione ecclesiastica in particolar modo al cardinale Ortega, presidente della conferenza episcopale affinché facessero loro i mediatori”.
“Si riconosceva il ruolo della Chiesa – ha proseguito mons. Becciu – all’interno della società, un nuovo ruolo. Avevano visto che la Chiesa aveva mantenuto il suo prestigio e diventata punto di riferimento per tanta gente a Cuba”.

Viaggio Papa, mons. Becciu: “E’ un bravo scolaro, in estate ha studiato inglese”

Roma, 18 settembre 2015 – “Il Papa è un bravo scolaro, sente lo scrupolo di far bene le cose. Posso dire che ha passato l’estate preparandosi per questo viaggio. Ha visto i discorsi uno per uno, li ha preparati, valutati, discussi, corretti, ripresi varie volte. Anche nelle lezioni di inglese è stato costante e scrupoloso”. Lo ha detto il sostituto della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Angelo Becciu, già nunzio a Cuba, in un’intervista esclusiva al telegiornale di Tv2000.
Mons. Becciu ha rivelato inoltre che i discorsi è “vero che non li pronuncerà tutti in inglese però quelli impegnativi sì. Penso che farà bene perché ci ha già dato esempio che dove ha dovuto parlare e leggere ha fatto bene. In lui c’è la carica comunicativa e dove potrà parlare la sua lingua sarà ancora più affascinante e comunicativo. Posso dire che ha fatto una preparazione scrupolosa. Ha il desiderio di portare e presentare nel migliore dei modi il messaggio evangelico”.

Viaggio Papa, mons. Becciu: “A Cuba grande attesa. Da tv ampio spazio a Francesco”
La visita del Pontefice “per Cuba incoraggiamento e Usa provocazione”

Roma, 18 settembre 2015 –A Cuba “c’è una grande attesa. Ho sentito il nunzio qualche giorno fa e la gente aspetta con grande ansia l’arrivo del Papa”. Lo ha detto il sostituto della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Angelo Becciu, già nunzio a Cuba, in un’intervista esclusiva al telegiornale di Tv2000, in merito al viaggio apostolico di Papa Francesco a Cuba e negli Stati Uniti.
“Il caso di Cuba – ha aggiunto mons. Becciu – è unico, tre diversi Papi arrivano in quest’isola. L’ultima visita c’è stata da poco tempo: Benedetto XVI è andato nel 2012. Eppure c’è il desiderio di incontrare Papa Francesco che a Cuba è già conosciuto. Il fatto che lui sia sudamericano aiuta ma la sua parola e il suo carisma ha toccato il cuore dei cubani fin dall’inizio”.
“I vescovi hanno saputo presentarlo”, ha sottolineato mons. Becciu, e “la stessa televisione cubana spesso ha presentato la figura del Papa e ogni sera ha riservato uno spazio delle sue trasmissioni per presentare Papa Francesco. Questo è interessante perché prima era più difficile aver questo spazio”.
La visita del Papa “per Cuba – ha concluso mons. Becciu – sarà un incoraggiamento a continuare e vivere questo momento di difficoltà mantenendo alta la speranza che è una qualità che tutti i cubani cercano di avere in questo momento. Per gli Stati Uniti spero che sia una provocazione vera ma in senso evangelico”.

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