Retroscena e Michele Sciancalepore vi portano sull’Etna e tra i richiedenti asilo per dar voce a chi non viene ascoltato e per far parlare il linguaggio del corpo. Esiste un linguaggio fisico, arcaico e intuitivo, che costituisce un ‘parlare’ altrettanto significativo. Un linguaggio fatto di gesti, posture e suoni che fa ribollire incessantemente il nostro corpo: la danza.  Magma espressivo che scorre e prorompe come  dalla sommità  di un vulcano. Una sommità che le  telecamere di ‘Retroscena’ hanno scalato, arrivando sino a 2000 metri di altezza, ai “crateri Silvestri” dell’Etna per intervistare il coreografo Roberto Zappalà, ideatore di “Lava Bubbles”: performance di danza contemporanea svoltasi sul palcoscenico naturale di piazza dell’Università di Catania. La quarta puntata di ‘Retroscena’ proseguirà poi accompagnandovi alla scoperta di altri corpi, invisibili perché inascoltati, ma capaci di comunicare verità essenziali che nessuna parola potrebbe cogliere.  Identità negate e annegate a cui il teatro ha saputo dar voce.  Vi porteremo nel C.a.r.a.  – centro richiedenti assistenti asilo-  di Castelnuovo di Porto, a Roma, dove 24 migranti provenienti dall’Africa  hanno  partecipato  al  laboratorio teatrale  di Riccardo Vannuccini, culminato nella messa in scena di  “Sabbia”; uno spettacolo che riflette e fa riflettere sulla sacralità dell’accoglienza, ricordandoci, laddove ce ne fosse bisogno, quanto lo straniero sia sempre stato caro a Dio.

16 Ottobre 2015

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