Questa settimana Michele Sciancalepore con Retroscena vi porta da Occidente a Oriente, da Assisi a Pechino, passando da Modena e dalla Georgia! Grazie ad alcuni prestigiosi eventi teatrali le telecamere e l’occhio critico di Retroscena invitano a un’esperienza unica e originale in cui sensibilità e culture lontane e per certi aspetti affini indagano sui quesiti più profondi e coinvolgenti dell’animo umano con modalità davvero sorprendenti. Si parte da un luogo di bellezza, spiritualità e armonia: Assisi, per assistere allo spettacolo “Cantico”, una biografia romanzata di San Francesco tratta dal romanzo di Aldo Nove “Tutta la luce del mondo” per la regia di Giulia Zeetti.  “Nessun altro come San Francesco ha venerato la natura come un dono dato da Dio all’uomo”, San Giovanni Paolo II usò queste parole quando nel 1979 proclamò San Francesco celeste patrono dei cultori dell’ecologia. E la drammaturgia di questo allestimento vuole investigare proprio il rapporto uomo/natura come  dimensione essenziale della vita, raccontando la storia di un uomo che non ha avuto paura di coinvolgere il creato in un canto corale. Il tutto nella forma di  una “narrazione in musica”, come originariamente era stato pensato  il Cantico delle Creature stesso. Dall’abbraccio del “tutto” di San Francesco all’abbraccio di tutti: nella  seconda parte di puntata vi accompagneremo fino a Pechino, passando per la Georgia e partendo da Modena. Qui si è svolta la decima edizione di  “Vie” ,  festival di teatro internazionale nato con l’obiettivo di  gettare ponti tra occidente e oriente mescolando esperienze di teatro, musica e danza italiane e internazionali. Un luogo di miscele sempre originali e sorprendenti come testimoniano gli spettacoli che vi presenteremo:  “Memorie di un Pazzo” di Nikolaj Gogol per la regia del georgiano Levan Tsuladze, che ha diretto quattro giovani attori della Scuola di Formazione di Emilia Romagna Teatro di Fondazione assieme a quattro giovani attori georgiani e “Faust”, basato sul dramma di Johann Wolfgang Goethe ma declinato nel linguaggio dei performer dell’Opera di Pechino; una fusione di culture, linguaggi, codici interpretativi diversi fra loro ma che danno vita a un’alchimia magica e persino divertente!

13 Novembre 2015

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